Dal 14.10.2026 al 25.10.2026
Magazzini Fotografici presenta “I-ART SPEED-DATE : ASCOLTO” un progetto di Giangiacomo Rocco di Torrepadula sviluppato dalla Fondazione The Plot in collaborazione con Cineca.
Fotografia, neuroscienze e intelligenza artificiale si incontrano in una performance partecipativa che trasforma la qualità dell’ascolto in un’opera d’arte.
Quanto siamo capaci, oggi, di ascoltare davvero l’altro? In un’epoca in cui siamo costantemente connessi, siamo ancora capaci di essere realmente presenti?
È da queste domande che nasce I-Art Speed-Date: Ascolto, la performance partecipativa ideata dalla Fondazione The Plot ETS, realtà che opera all’intersezione tra arte contemporanea e neuroscienze comportamentali, con l’obiettivo di rendere visibili e comprensibili i meccanismi che influenzano il nostro comportamento e le nostre relazioni. L’esperienza invita i partecipanti a confrontarsi con un gesto apparentemente semplice, ma sempre più complesso: ascoltare.
All’inizio della performance viene realizzato un ritratto fotografico di ciascun partecipante. Successivamente, i partecipanti vengono abbinati casualmente, a coppie, e invitati a dialogare per dieci minuti.
Mentre le due persone dialogano, un algoritmo di intelligenza artificiale, sviluppato dalla Fondazione The Plot in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Cineca proprietario del Supercomputer Leonardo, ascolta la conversazione analizzando la qualità dell’ascolto. I dati elaborati dall’algoritmo diventano materia visiva e trasformano il ritratto fotografico iniziale.
A seguito della conversazione, l’IA modificherà i ritratti e lo farà in modo speculare: quanto più una persona ascolta, tanto più “fedele” e nitida apparirà l’immagine del suo interlocutore; al contrario, poca curiosità e basso ascolto limiteranno la capacità di conoscere davvero l’altro, restituendone un ritratto alterato e distorto. Così la propria capacità di ascoltare, spesso data per scontata, diventa tangibile, visibile, emozionante. Attraverso di essa ciascuno dà forma al volto di chi ha di fronte. È l’ascolto che dipinge la verità, mentre la sua assenza genera deformazioni visive e colori alterati.
La tecnologia diventa quindi uno strumento per rendere percepibile qualcosa che normalmente rimane invisibile: la qualità della nostra presenza nei confronti dell’altro. L’opera finale diventa una restituzione artistica dell’esperienza vissuta e, allo stesso tempo, uno stimolo a riflettere sul ruolo dell’ascolto nelle nostre relazioni quotidiane.
Fondazione The Plot ETS utilizza il linguaggio dell’arte per avvicinare il pubblico ai temi delle neuroscienze comportamentali. Bias, stereotipi, pregiudizi, paure, false credenze, ma soprattutto come riconoscerli e superarli, ad esempio grazie all’ascolto e all’empatia, sono alcuni dei temi affrontati dalla Fondazione attraverso eventi e programmi didattici, anche nelle scuole, dove i contenuti scientifici vengono accompagnati da una restituzione artistica da parte degli studenti.



