Myles Little – 1% : Privilege in a Time of Global Inequality

L’interessante lavoro di Myles Little è incentrato sulla diseguaglianza, un tema, per usare le sue stesse parole, difficile da ignorare al giorno d’oggi. Riportiamo di seguito il testo originale da noi tradotto, tratto dal sito ufficiale dello show http://www.onepercentshow.com.

La storia della disuguaglianza è impossibile da ignorare al giorno d’oggi. Il tragitto che percorro la mattina attraverso Manhattan per andare al lavoro mi permette di osservare la povertà più spaventosa e la più sontuosa ricchezza. Tutti, dagli uomini d’affari miliardari al Papa, si sono espressi contro questi sviluppi preoccupanti.

Mentre pensiamo di comprendere la ricchezza tramite televisioni e giornali, ciò che vediamo è solo una goccia nell’oceano. Nel 2014 l’atleta più pagato al mondo, Floyd Mayweather, ha guadagnato 105 milioni di dollari. Lo stesso anno Kenneth Griffin, il gestore di hedge funds più pagato al mondo, ha portato a casa 1 miliardo e trecento milioni di dollari. Eppure Mayweather è famoso in tutto il globo mentre Griffin è totalmente sconosciuto. E mentre pensiamo di capire la diseguaglianza in realtà non la comprendiamo per niente. La Harvard Business School ha chiesto agli americani quanto pensavano che i maggiori amministratori delegati guadagnassero rispetto ai lavoratori ordinari. La media ha risposto che secondo loro il rapporto era di 30 ad 1. La realtà è che la ratio è di oltre 350 ad 1.

Esiste una lunga storia fotografica che denuncia la povertà come le foto di Jacob Riis che ritraggono i bassifondi di New York del 19º secolo o le foto dei bambini senzatetto di Seattle firmate da Mary Ellen Mark. Tuttavia, i decenni più recenti hanno condotto all’esplosione di una fotografia forte, che mette in discussione i privilegi. Basta considerare, ad esempio, “Rich and Poor” di Jim Goldberg, scattato a San Francisco oppure “Kids + Money” di Lauren Greenfield ambientato a Los Angeles.

Nel curare 1%: Privilege in a Time of Global Inequality ho provato a raccogliere immagini che esaminano la ricchezza a livello globale ed in modi differenti. Un punto di riferimento che avevo per il mio progetto era la mostra del 1955 The Family of Man di Edward Steichen. Allestita durante il periodo ottimistico del dopoguerra, raccoglieva oltre 500 foto documentarie di persone molto diverse tra loro provenienti da ogni parte del mondo, raggruppate in temi comuni come la famiglia, la religione e il lavoro. Per usare le parole dello stesso Steichen, il progetto supportava l’unità essenziale del genere umano. Ma, man mano che la diseguaglianza raggiunge livelli storici, trovo questa tesi sempre meno praticabile. Basta considerare. ad esempio che i sei eredi del patrimonio Walmart posseggono più del 42% degli americani più poveri messi insieme. Desideravo rispondere al progetto di Steichen, raccogliendo immagini su temi simili ma scattate nel regno della ricchezza. Mentre The Family of Man era una raccolta tentacolare, varia e democratica di immagini di fotografi conosciuti e sconosciuti, io ho usato un approccio differente che si addiceva allo spirito esclusivo del mio argomento. Ho selezionato un piccolo numero di fotografie di medio formato, raffinate e ben congegnate, fatte da alcuni dei migliori fotografi di oggi. Volevo prendere in prestito il linguaggio del privilegio ed usarlo per osservare e criticare il privilegio stesso.

Alcune delle immagini tracciano dei punti nel mondo del benessere come l’istruzione, il tempo libero e la sanità (evitando i cliché come le pellicce ed i jet privati). Altre immagini si collocano fuori dal mondo dell’1% guardando dentro di esso. Per esempio, una delle foto di Nina Berman mostra una folla di persone piene di speranza che frequentano una chiesa nel sud dell’America dove si insegna che Gesù ci vuole ricchi. Alcune immagini contengono un conflitto di classe come quella di Guillame Bonn che ritrae cameriere in una ricca casa del Kenya. Altre immagini sono più astratte, come la foto di Sasha Bezzubov che ritrae una nuvola di polvere dorata su una strada sterrata in Gabon, che per me evoca la natura effimera della ricchezza.

Nel marzo 2015 l’investitore miliardario Paul Tudor Jones II ha pubblicamente dichiarato che il divario di benessere non può persistere e non persisterà… Sarà colmato. La storia lo fa sempre, tipicamente in tre modi: o attraverso la rivoluzione, o attraverso tasse più alte, oppure attraverso le guerre.

Dunque, come andrà a finire?

Spero che questo progetto aiuti a stimolare la conversazione su questo tema.

Myles Little

A street preacher in New York appeals to Wall Street to repent. 2011 Christopher Anderson—Magnum Photos

Predicatore di strada fa appello a Wall Street perchè si penta

A street preacher in New York appeals to Wall Street to repent.
2011
Christopher Anderson—Magnum Photos

Jeff Koons, Stedelijk Museum, Amsterdam 2012 Henk Wildschut

Jeff Koons, Stedelijk Museum, Amsterdam
2012
Henk Wildschut

Opéra de Monte-Carlo, Monte Carlo, Monaco 2009 David Leventi

Opéra de Monte-Carlo, Monte Carlo, Monaco
2009
David Leventi

Nose job (rhinoplasty) surgery. James, 25, a British driving instructor, receives a 'nose-job' (Rhinoplasty surgery), to reduced the size of his nose for cosmetic reasons.

Londra: Un uomo britannico di 25 anni subisce un intervento chirurgico per ridurre le dimensioni del suo naso

Nose job (rhinoplasty) surgery. James, 25, a British driving instructor, receives a ‘nose-job’ (Rhinoplasty surgery), to reduced the size of his nose for cosmetic reasons.

Zed Nelson

untitled # IV, mine security, north mara mine, tanzania-from the story ‘intruders’ David Chancellor ‘Intruders’ The seven villages around the north Mara gold mine, amongst the poorest and most underdeveloped in Tanzania, are located in the north western corner of the country, 30 kilometres from the Kenyan border and belong mostly to the Kuria people, who were traditionally cattle farmers. Colonial records described them as ‘unruly and backward’. They became notorious for cattle rustling and inter-clan fighting and joined the Tanzanian army in huge numbers. As they resisted the collective policies of the 1970’s the area became an opposition stronghold, neglected by the government and lacking in basic services. Despite the regions isolation, its gold wealth has been known since the 19th Century, when small scale mining began. Today the region is a key contributor to Tanzania’s gold sector, which has emerged as the country’s most valuable export, accounting for 40% of export earnings. On average 800 villagers and migrants enter north Mara mine illegally every day to scrounge for rock. They have borrowed an English word to describe themselves: ‘intruders’. The word has entered the Swahili language, with no negative connotation, as the name of a new occupation that can produce money and even wealth. As gold prices continue to rise and the mine becomes more valuable, the conflict intensifies. The massive piles of waste rock have become the only real source of income for the villagers, who have largely abandoned farming and have little hope of wage employment. And the rising price of gold has drawn a rush of newcomers from across East Africa. As long as Tanzanians are forced to choose between dying for living and the potential wealth that they can gain by invading the mine, the bloodshed is likely to continue.. David Chancellor.

Senza Titolo#IV, Agente di Sicurezza per la Miniera, North Mara Miniera d’oro, Tanzania

2011
David Chancellor—kiosk

DC 6557.41 untitled # IV, mine security, north mara mine, tanzania-from the story ‘intruders’ David Chancellor ‘Intruders’ The seven villages around the north Mara gold mine, amongst the poorest and most underdeveloped in Tanzania, are located in the north western corner of the country, 30 kilometres from the Kenyan border and belong mostly to the Kuria people, who were traditionally cattle farmers. Colonial records described them as ‘unruly and backward’. They became notorious for cattle rustling and inter-clan fighting and joined the Tanzanian army in huge numbers. As they resisted the collective policies of the 1970’s the area became an opposition stronghold, neglected by the government and lacking in basic services. Despite the regions isolation, its gold wealth has been known since the 19th Century, when small scale mining began. Today the region is a key contributor to Tanzania’s gold sector, which has emerged as the country’s most valuable export, accounting for 40% of export earnings. On average 800 villagers and migrants enter north Mara mine illegally every day to scrounge for rock. They have borrowed an English word to describe themselves: ‘intruders’. The word has entered the Swahili language, with no negative connotation, as the name of a new occupation that can produce money and even wealth. As gold prices continue to rise and the mine becomes more valuable, the conflict intensifies. The massive piles of waste rock have become the only real source of income for the villagers, who have largely abandoned farming and have little hope of wage employment. And the rising price of gold has drawn a rush of newcomers from across East Africa. As long as Tanzanians are forced to choose between dying for living and the potential wealth that they can gain by invading the mine, the bloodshed is likely to continue.. David Chancellor.

Senza Titolo #II, Intrusi on the Rock Face, North Mara Miniera D’oro, Tanzania

2011
David Chancellor—kiosk

Untitled #II, Intruders on the Rock Face, North Mara Gold Mine, Tanzania

2011
David Chancellor—kiosk

Anna Skladmann copy

Varvara a casa nel suo Home Cinema , Moscow. 2010
Anna Skladmann

Varvara in Her Home Cinema, Moscow. 2010
Anna Skladmann

Juliana Sohn

Un uomo senza gambe lucida le stelle sulla Hollywood Walk of Fame. 2005 Juliana Sohn

Legless Star Cleaner on the Hollywood Walk of Fame

2005 Juliana Sohn

Princess Studio, a wedding photo studio in Shanghai. China. Tong (29) posing for her wedding pictures.

Tong, ventinove anni , posa per le sue foto di nozze allo Studio Principessa, uno studio fotografico specializzato in foto di nozze a Shangai.

Tong, aged twenty-nine, poses for her wedding pictures at Princess Studio, a wedding photo studio in Shanghai, China.
2013
Guillaume Herbaut—INSTITUTE

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