20.12.53-10.08.04 (mamma alla finestra) 12x18 cm

A partire dal 19 novembre 2020 Magazzini Fotografici ospita nelle sue sale la mostra “20.12.53 – 10.08.04” di Moira Ricci.

Con il progetto “20.12.53 – 10.08.04” , iniziato nel 2004, l’autrice crea una collisione temporale tra presente e passato, collocandosi con delicati interventi digitali nelle vecchie fotografie di famiglia, sulle tracce della propria madre, le cui date di nascita e morte danno il titolo alla serie.

Un lavoro di recupero e memoria, lungo dieci anni e concluso nel 2014, che inizia subito dopo la scomparsa della madre, nel tentativo di ritrovare, attraverso il ricordo, del tempo da trascorrere insieme: “Avevo un bisogno insopportabile di vederla viva, di poterla riavere e di recuperare il tempo che ho passato senza di lei. Le fotografie in cui era presente mia madre mi sembravano l’unica realtà in cui volevo essere o l’unica possibilità che avevo di entrarvi per un breve momento”.

L’artista rielabora digitalmente foto intime e familiari ritrovate in vecchi album, inserendo la sua figura accanto a quella della madre, cui rivolge sempre lo sguardo, pur rimanendo esterna al contesto. La incontra così virtualmente, in diversi momenti della sua vita e prima della sua improvvisa scomparsa, eludendo in questo modo ogni distanza temporale.

Ad ogni immagine rielaborata dall’artista corrisponde un’analisi attenta del luogo e dello spazio, che tiene in considerazione la luce, le altre persone e la posizione da occupare all’interno di ogni fotografia. Per entrare in questi ricordi, Moira Ricci, trasforma la sua immagine vestendo abiti, suoi e di sua madre, in linea con l’epoca della foto, nel tentativo di entrare con rispetto e delicatezza nei contesti e nelle ambientazioni originali.

Moira Ricci (Italia, 1977) vive e lavora in Italia. La sua ricerca artistica è principalmente incentrata sul riferimento autobiografico. Ad interessarle sono tematiche legate alla formazione delle identità individuali e sociali, alla storia familiare, al concetto di casa e terra e allo speciale legame umano che si instaura con questi. A tal fine sfrutta gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per rafforzare il suo personale discorso sull’immagine  popolare. Per raccontare eventi personali e storie, sceglie un approccio olistico in grado di offrirle una visione completa e non discontinua sulla totalità dei ricordi e dei frammenti presenti nella memoria.

L’immagine, diversamente dalle parole, è fin dalla sua infanzia lo strumento con cui riesce più facilmente ad esprimere opinioni e punti di vista. Un linguaggio semplice ed immediato di cui predilige la fotografia e il video.

I suoi lavori sono stati esposti in importanti musei di tutto il mondo. Tra le sue mostre in Italia e all’estero ricordiamo: Marubi National Museum of Photography, Shkodër, Albania (2018); Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia (2016); La Triennale, Milano, Italia (2016); Istituto Italiano di Cultura, Londra, Inghilterra (2016); Song Eun Art Space, Seoul, Corea del Sud (2014); Futura Center for Contemporary Art, Praga, Česko-Slovensko (2012); Centro Culturale Montehermoso Kulturunea, Vitoria-Gasteiz, Espana (2011); Le Festival D’Arts Visuels Images, Vevey, Suisse (2010); Musée des beaux-arts, Quimper, Francia (2010); Strozzina – Palazzo Strozzi, Firenze, Italia (2009); Fotografia Les Rencontres D’Arles, Arles, Francia (2009); Location1’s Gallery, New York (2008).

Ad ospitare la mostra è Magazzini Fotografici, APS nata da un’idea della fotografa Yvonne De Rosa, che ha come elemento fondamentale l’obiettivo della divulgazione dell’arte della fotografia finalizzata alla creazione di un dialogo che sia occasione di scambio e di arricchimento culturale. Il team di Magazzini Fotografici è composto da: Yvonne De Rosa – Direttrice artistica e Fondatrice, Valeria Laureano – coordinatrice, Rossella Di Palma – responsabile ufficio stampa e comunicazione e Claudio Menna – fotoreporter e docente.
Nel rispetto delle misure di sicurezza e per evitare assembramenti, l’opening si svolgerà con un orario esteso che va dalle 12:00 alle 21:00.

Loc sito rimandato

In adeguamento alle disposizioni nazionali del 9 marzo 2020, Magazzini Fotografici resterà chiuso fino al 3 aprile.
La mostra Bord de Mer di Gabriele Basilico e le attività in programma per il mese di marzo sono rimandate.
Speriamo di comunicarvi presto le nuove date.

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A partire dal 13 marzo 2020 Magazzini Fotografici ha il piacere di ospitare la mostra del progetto Bord de Mer di Gabriele Basilico.

L’esposizione dà seguito, dopo la mostra di Letizia Battaglia e il Laboratorio SISF, alla collaborazione tra Magazzini Fotografici e LAB \ per un laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci, due realtà attive nella promozione della fotografia.

Il progetto in mostra, Bord de Mer, è il risultato di una commissione ricevuta da Gabriele Basilico nel 1984/85, per conto del governo francese. L’autore fu, infatti, in quegli anni invitato a partecipare alla Mission Photographique de la DATAR (Délégation à l’Aménegement du Territoire et à l’Action Régionale), un grande progetto che coinvolgeva 20 fotografi di fama internazionale, chiamati a documentare e a interpretare attraverso le immagini, le grandi trasformazioni vissute negli anni 80’ dai paesaggi francesi.
È da questa commissione che nel 1990 nacque il volume Bord de mer in cui Gabriele Basilico descrive attraverso la fotografia porti, spiagge, coste e scogliere a picco sul mare del Nord. Le immagini furono scattate in tre regioni francesi, da Dunkerque nel Nord-Pas-de-Calais fino a Mont Saint Michel in Normandia, passando per la Piccardia.

Il progetto organizzato dalla D.A.T.A.R, fu, come afferma lo stesso Basilico, un’azione concreta volta a mettere in rapporto il paesaggio con la fotografia e a porre in discussione i vecchi metodi di rappresentazione geografica, che si ritennero non più adeguati a indagare la realtà. Fu proprio la fotografia il medium prescelto come erede dei vecchi sistemi di rappresentazione del paesaggio. Questo nuovo importante “passaggio” di statuto influenzò ampiamente il futuro della fotografia tra gli anni Ottanta e Novanta, rilanciando una nuova identità professionale per la figura del fotografo.
“ Con Bord de Mer entrava in gioco un movimento nuovo e opposto, destabilizzante, rispetto alla mia identità di fotografo, basata sulla rapidità. I sei mesi di lavoro stabiliti dal contratto erano un tempo infinito, che permetteva il ritmo lento, il decondizionarsi, influendo così radicalmente sulla mia stessa percezione della fotografia… Quei luoghi del nord Europa, con il mare burrascoso, i cieli profondi, le nubi pesanti, con la pioggia insistente, il vento, il sole e la luce che cambiava continuamente, mi hanno spalancato una porta verso una nuova visione del paesaggio. Era il paesaggio di pittori come il Canaletto e il Bellotto, o come i Fiamminghi… artisti descrittivi, che tuttavia mi avevano fatto ben intuire come quel frammento di mondo minuziosamente dipinto andasse molto oltre, superasse i bordi del quadro per espandersi verso altri orizzonti, forse addirittura verso il mondo intero.”

Gabriele Basilico (Milano, 12 agosto 1944 – 13 febbraio 2013) è stato uno dei maggiori fotografi italiani ed è considerato uno dei maestri della fotografia italiana ed europea contemporanea. All’interno della sua vasta opera di riflessione sulle trasformazioni dei territori urbanizzati nel passaggio dall’era industriale a quella postindustriale, il tema della città come complesso e raffinato prodotto dell’economia e della storia occupa un posto centrale.
Guidato da un profondo interesse per le architetture e per tutti i manufatti che nel tempo hanno dato forma alle città, ha scelto il rigore dello stile documentario per raccontarne il costante processo di stratificazione che le modella, in un lavoro di indagine del rapporto tra l’uomo e lo spazio costruito durato quasi quarant’anni.
Con metodi diversi ma sempre fedeli allo stile documentario, ha creato una ininterrotta narrazione dei luoghi, indagando numerose città europee e nel mondo e al tempo stesso ponendole in relazione tra loro, restituendo la straordinaria articolazione degli scenari urbani nei quali vive l’uomo contemporaneo. Nel corso del tempo ha costruito un metodo di indagine fotografica compatto e coerente, grazie anche a quel tornare e ritornare sui luoghi, a quel continuo guardare e riguardare il paesaggio antropizzato che ha orientato quella vasta area della fotografia contemporanea che ha come vocazione l’osservazione del mondo in trasformazione.

Ingresso GRATUITO per i soci 2020

La mostra sarà visitabile a partire da venerdì 13 marzo dalle 11:00 alle 22:00.
Per i giorni a seguire, fino al 31 maggio 2020, Magazzini Fotografici resterà aperto negli orari consueti: dal mercoledì al sabato dalle 11:00 alle 19:00 e domenica dalle 11:00 alle 14:30.
Nel rispetto delle misure di sicurezza nazionali, non sarà previsto un evento serale per l’opening della mostra. Confidiamo molto nell’efficacia di queste piccole precauzioni e ci impegnamo nel ridurre le occasioni che coinvolgono un numero elevato di persone.