locandina sito e fb strangemovies2021-2022

 

A partire da mercoledì 14 ottobre 2021 alle 18:00 ritorna Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna realizzata in partnership con filmOff/visioni cinefile.
Dopo il difficile periodo che ci ha costretti ad interrompere la programmazione, finalmente riprendiamo i nostri appuntamenti con il cinema, che per quest’anno sono interamente dedicati agli Strange Movies, i film più strani, assurdi, folli, bizzarri, eccentrici, diversi dal solito, fuori dai normali canoni cinematografici.
Con gli “strange movies” vedremo, dal punto di vista della regia o della storia, film grotteschi, minimalisti, sperimentali, visionari e surreali, per una “ricerca & sperimentazione nel cinema”.

Ecco le proiezioni in programma:

  • giovedì 14 ottobre 2021 – ore 18.00
    The forbidden room

    regia: Guy Maddin & Evan Johnson
    canada, 2015, colore, v.o. sott. ita., ‘120 minutiCome si fa il bagno? Un uomo ci spiega la storia e le origini del rituale sociale più ovvio del mondo. Dalle acque insaponate della vasca da bagno sprofondiamo negli abissi oceanici, dove l’equipaggio di un sottomarino sta rischiando la vita: l’ossigeno sta per finire, ma è impossibile riemergere perché la gelatina esplosiva che sta trasportando potrebbe esplodere. All’improvviso, compare dal nulla un boscaiolo, ignaro di quello che sta succedendo e di come sia finito lì…Questo è solo l’inizio di un viaggio nelle profondità, più metaforiche, della narrazione, a cui veniamo introdotti dagli autori di The Forbidden RoomGuy Maddine il suo aiuto regista, Evan Johnson.
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  • giovedì 11 novembre – ore 18.00
    Dawson city: frozen time
    regia: Bill Morrison
    canada, 2015, colore, v.o. sott. ita., ‘120 minutiDawson City, Yukon, Canada. Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti, è l’ultimo avamposto della civiltà yankee (nel tumulto della corsa all’oro e della creazione di nuove ricchezze). C’è una sala cinematografica e i film arrivano, con anni di ritardo; poi però rispedire indietro le pellicole è troppo costoso. A fine anni Settanta, scavi in quella che era stata una piscina e poi un campo da hockey ne riportano alla luce un piccolo giacimento, preservato nel ghiaccio. In molti casi, si tratta di film dati per perduti. Bill Morrison recupera questo prezioso found footage, lo monta insieme a fotografie e altri materiali filmati d’epoca, lo affida alle musiche ipnotiche di Alex Somers, per raccontare l’incredibile storia del ritrovamento d’una collezione e insieme lo snodo cruciale della nascita d’una nazione, tra spirito d’avventura e impulso capitalista. Costruendo allo stesso tempo uno struggente poema, per immagini e musica, sulla fragile eternità del cinema.
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  • giovedì 16 dicembre – ore 18.00
    La antena
    regia: Esteban Sapir
    L’idea del popolo a cui sono state tolte le voci ma non le parole e Sapir ha avuto una grandiosa intuizione per la messa in scena: dato che nella città, da quando è stata assoggettata da Mr. Tv, regna un silenzio assoluto nel quale le persone si parlano leggendosi le labbra, il regista ha deciso di girare la pellicola come fosse un film muto
    e in bianco e nero. In questo modo richiami e omaggi al cinema degli anni ’20 sono davvero enormi, ma non per questo il film si riduce ad un puro esercizio di stile.
    Infatti, fra scenografie che richiamano l’espressionismo tedesco (alcune tra l’altro realizzate in maniera originale con fogli di giornali pieni di articoli e fotografie – vedi le montagne fra le quali è situata l’antenna), musiche che riportano perfettamente in vita i nomi di Lang, Murnau, Dreyer e chi più ne ha più ne metta, e inserimenti surrealisti degni del miglior Dalì, Sapir si diletta anche con iniezioni di modernità, come ad esempio le didascalie dei dialoghi (che ricordano molto i balloon dei fumetti) che fuoriescono da megafoni sotto forma di onde sonore o che seguono i personaggi mentre essi pronunciano le proprie battute. La trama, pur riprendendo pesantemente
    le atmosfere orwelliane di 1984, riesce ad essere nel complesso veramente originale.
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  • giovedì 13 gennaio 2021 – ore 18.00
    The thief (la spia)
    regia: Russell Rouse
    Film noir/thriller molto particolare poiché totalmente privo di dialoghi, tranne qualche risata verso dei personaggi, qualche suono ambientale, è presente sia musica interna che esterna. Tutto giocato sulla suspense, è un film che vive di gesti, di movimenti, di primi piani e di occhiate (del protagonista, sopratutto, il quale interagisce con gli altri personaggi). Dai tempi dilatati, ha verso il finale, un ritmo incalzante e teso che inquieta lo spettatore. In generale gli fa vivere comunque la stessa ansia de protagonista, diviso tra sigarette e alcol nella notte newyorkese o nella
    giornata all’interno di grattacieli. Ottimo come sempre Ray Milland nel ruolo di un uomo alle strette, quasi perduto e sulla strada dell’alienazione . Qui deve recitare con lo sguardo, il volto è credibile, intenso. Bravi anche gli altri attori di contorno. Tutti sono aiutati da una regia di polso, una sceneggiatura ispirata, da un montaggio tutto su campi e controcampi. Un film claustrofobico, con una bellissima fotografia in bianco e nero.
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  • giovedì 10 febbraio 2021 – ore 18.00
    Favula
    regia: Raùl Perrone
    Due fratelli, una bellissima ragazza, un esercito, una strega e un uomo che potrebbe essere suo marito. Questi personaggi camminano nella giungla, anche se a volte l’azione si svolge in una casa inospitale. Non succederà nulla, tranne una cosa scandalosa: la ragazza verrà venduta. Un’economia selvaggia? Un occhiolino indiretto sulla popolarità della schiavitù sessuale nelle regioni marginali dell’Argentina? Il minimalismo narrativo e i pochi dialoghi pronunciati in un linguaggio inesistente hanno la loro controparte in un notevole massimalismo formale: la giungla, la pioggia e il suono del lampo sono giustapposti a una colonna sonora musicale che stimola un modo di ascoltare, vicino a un incantesimo; le dissolvenze tra le figure umane e l’ecosistema scelto si interrompono con le proporzioni abituali e le simmetrie naturali e inoltrano quell’ordine visibile a un universo onirico e mitico, mai visto prima…
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  • giovedì 10 marzo 2021 – ore 18.00
    Happy end
    regia: Oldrich Lipsky
    L’originalità del film risiede nel fatto di partire dalla fine (la condanna a morte tramite ghigliottina) e di procedere a ritroso nella vita del protagonista Bedrich, fino ad arrivare alla sua infanzia, con tanto di dialoghi al contrario e situazioni rovesciate; nonostante il ribaltamento della situazione, l’inserimento, in alcune scene, della voce
    fuori campo del protagonista permette al film di procedere secondo una logica curiosa ma ben delineata.
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  • giovedì 14 aprile 2021 – ore 18.00
    Il barone di munchhausen
    regia: Karel Zeman
    E’ la trasposizione romanzata del celebre romano di Rudolph Erich Raspe (1736-1794), una commistione tra attori, figure animate, scenografie surrealiste, atmosfere rococò, gotiche, dove il manierismo non prende mai piede. Il cineasta ceco riprende uno stile riallacciatosi all’immaginario antico e moderno, pronunciandosi in una visione che mima l’arte della prestidigitazione cara a Georges Melies, combinando un’avventura che, vedendolo a distanza di anni, dopo la visione delle costosissime produzioni di Peter Jackson e l’estetica da circense di Terry Gilliam, riporta alla mente una concezione di cinema povero, immersa nel contesto di un’illusione immaginifica che non tende mai a strafare, ma sorprendere per audacia e senso plastico dell’invenzione.
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  • giovedì 12 maggio 2021 – ore 18.00
    Trans-europ-express
    regia: alain robbe-grillet
    Trans-Europ-Express non è un film lineare, ma è costituito come un “work in progress”, perché mostra il regista e i suoi assistenti al lavoro sulla costruzione della trama del film, e la visualizzazione della stessa trama, compresi ripensamenti e modifiche; i tre viaggiatori analizzano l’intreccio, mettendo così a nudo i meccanismi narrativi fino a sovvertire la costruzione del racconto. In questo modo il regista tenta di trasportare dalla letteratura al cinema quella che lui stesso definì «regola dell’oscurità», in base alla quale il senso della narrazione si può cercare solo a posteriori e non a partire da un contenuto predeterminato dall’autore.
    L’uso di una certa dose di ironia rende l’esercizio intellettuale del regista leggero e godibile e lo trasforma in una sorta di gioco dalle caratteristiche quasi infantili, in cui si cambiano continuamente i caratteri dei personaggi e la struttura della trama.

Qui potete scaricare la locandina dell’intera rassegna e il pressbook.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2021 Magazzini Fotografici.

Prenotazione obbligatoria. Le proiezioni si svolgeranno nel rispetto dei termini e condizioni vigenti per l’emergenza sanitaria COVID-19 in corso. Obbligo presentazione Green Pass o tampone negativo nelle 48h precedenti la manifestazione.

Per info e prenotazioni
admin@magazzinifotografici.it
filmoff.filmoff@gmail.com
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Magazzini Fotografici
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