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Venerdì 9 ottobre 2020, a partire dalle 12:00, inaugura a Magazzini Fotografici la mostra del progetto “Il caso C.” di Alfredo Covino, a cura di Chiara Capodici.

“Il caso C.” è un’indagine visiva sulla storia realmente accaduta della scomparsa di un uomo: Davide Cervia, ex sottoufficiale della Marina Militare Italiana specializzato in guerre elettroniche (GE) e vincolato a segreto militare Nato, è stato rapito nel 1990 a Velletri, alle porte di Roma. Il suo passato, anni di mansioni sui congegni e sulle armi elettroniche delle navi militari, è stato determinante per il suo destino. Un mistero lungo 30 anni fatto di indagini, depistaggi, manipolazioni, minacce e la condanna del ministero della Difesa per aver negato alla famiglia il diritto alla verità.

Alfredo Covino interpreta questa storia in un suo personale racconto, sviluppato in un’alternanza di fotografie, documenti ufficiali, immagini d’archivio, testimonianze e illustrazioni, creando un intreccio tra scenari immaginari e tracce del caso e offrendo delle chiavi interpretative concrete e visionarie su questa scomparsa.

La mostra resterà in allestimento fino al 1 novembre 2020 e sarà visitabile dal mercoledì alla domenica nei seguenti orari:

  • Mercoledì dalle 16:00 alle 20:00
  • Giovedì dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00
  • Venerdì dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00
  • Sabato dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00
  • Domenica dalle 11:00 alle 14:30Conosciamo l’autore:

Nato nel 1973 a Roma, dove attualmente vive e lavora, Alfredo Covino ha studiato fotografia presso l’Istituto Europeo di Design e successivamente ha conseguito un Master in Fotogiornalismo presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI) di Roma. Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive. Nel 2008, ha vinto il premio Yan Geffroy della Grazia Neri Photo Agency con il suo progetto “Dear Moldova” e nel 2010 è stato finalista ai Sony World Photography Awards. Nel 2009, Covino ha co-fondato “Punto di Svista”, un’associazione culturale sulle arti visive, ed è diventato membro del comitato editoriale della rivista online. Dal 2009 al 2014 è stato fotografo di staff in OnOff Picture Agency e i suoi lavori sono stati pubblicati su testate italiane e internazionali. Attraverso la fotografia documentaria, esplora diversi temi all’interno dei suoi progetti: dalle connessioni tra luoghi, memoria e assenza alla trasformazione dei territori, prestando particolare attenzione alle interazioni tra uomo e paesaggio. Attualmente sta ultimando il suo progetto editoriale “Il caso C.” che nel 2019 è stato finalista all’Unseen Dummy Award di Amsterdam.

www.alfredocovino.com
FB: https://www.facebook.com/alfredo.covino.31
IG: https://www.instagram.com/alfredo_covino/?hl=it
Anche in questa occasione l’opening si svolgerà con un orario esteso, che va dalle 12:00 alle 21:00.
Nel rispetto delle misure di sicurezza gli accessi verranno contingentati.
Ingresso gratuito per i soci di Magazzini Fotografici.

Per maggiori informazioni:
328 76 66 584
magazzinifotografici@gmail.com
www.magazzinifotografici.it

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► Siamo in pausa estiva! La mostra tornerà ad essere visitabile dal 10 settembre fino al 1 novembre 2020. Per maggiori informazioni: 3287666584 – magazzinifotografici@gmail.com ◄
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A partire dal 19 giugno 2020 Magazzini Fotografici riapre le sue porte dopo la momentanea chiusura e ha il piacere di ospitare la mostra del progetto Bord de Mer di Gabriele Basilico.
L’esposizione dà seguito, dopo la mostra di Letizia Battaglia e il Laboratorio SISF, alla collaborazione tra Magazzini Fotografici e LAB \ per un laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci, due realtà attive nella promozione della fotografia.
Il progetto in mostra, Bord de Mer, è il risultato di una commissione ricevuta da Gabriele Basilico nel 1984/85, per conto del governo francese. L’autore fu, infatti, in quegli anni invitato a partecipare alla Mission Photographique de la DATAR (Délégation à l’Aménegement du Territoire et à l’Action Régionale), un grande progetto che coinvolgeva 20 fotografi di fama internazionale, chiamati a documentare e a interpretare attraverso le immagini, le grandi trasformazioni vissute negli anni 80’ dai paesaggi francesi.
È da questa commissione che nel 1990 nacque il volume Bord de mer in cui Gabriele Basilico descrive attraverso la fotografia porti, spiagge, coste e scogliere a picco sul mare del Nord. Le immagini furono scattate in tre regioni francesi, da Dunkerque nel Nord-Pas-de-Calais fino a Mont Saint Michel in Normandia, passando per la Piccardia.
 
Il progetto organizzato dalla D.A.T.A.R, fu, come afferma lo stesso Basilico, un’azione concreta volta a mettere in rapporto il paesaggio con la fotografia e a porre in discussione i vecchi metodi di rappresentazione geografica, che si ritennero non più adeguati a indagare la realtà. Fu proprio la fotografia il medium prescelto come erede dei vecchi sistemi di rappresentazione del paesaggio. Questo nuovo importante “passaggio” di statuto influenzò ampiamente il futuro della fotografia tra gli anni Ottanta e Novanta, rilanciando una nuova identità professionale per la figura del fotografo.
“Con Bord de Mer entrava in gioco un movimento nuovo e opposto, destabilizzante, rispetto alla mia identità di fotografo, basata sulla rapidità. I sei mesi di lavoro stabiliti dal contratto erano un tempo infinito, che permetteva il ritmo lento, il decondizionarsi, influendo così radicalmente sulla mia stessa percezione della fotografia… Quei luoghi del nord Europa, con il mare burrascoso, i cieli profondi, le nubi pesanti, con la pioggia insistente, il vento, il sole e la luce che cambiava continuamente, mi hanno spalancato una porta verso una nuova visione del paesaggio. Era il paesaggio di pittori come il Canaletto e il Bellotto, o come i Fiamminghi… artisti descrittivi, che tuttavia mi avevano fatto ben intuire come quel frammento di mondo minuziosamente dipinto andasse molto oltre, superasse i bordi del quadro per espandersi verso altri orizzonti, forse addirittura verso il mondo intero.”
 
Gabriele Basilico (Milano, 12 agosto 1944 – 13 febbraio 2013) è stato uno dei maggiori fotografi italiani ed è considerato uno dei maestri della fotografia italiana ed europea contemporanea. All’interno della sua vasta opera di riflessione sulle trasformazioni dei territori urbanizzati nel passaggio dall’era industriale a quella postindustriale, il tema della città come complesso e raffinato prodotto dell’economia e della storia occupa un posto centrale.
Guidato da un profondo interesse per le architetture e per tutti i manufatti che nel tempo hanno dato forma alle città, ha scelto il rigore dello stile documentario per raccontarne il costante processo di stratificazione che le modella, in un lavoro di indagine del rapporto tra l’uomo e lo spazio costruito durato quasi quarant’anni.
Con metodi diversi ma sempre fedeli allo stile documentario, ha creato una ininterrotta narrazione dei luoghi, indagando numerose città europee e nel mondo e al tempo stesso ponendole in relazione tra loro, restituendo la straordinaria articolazione degli scenari urbani nei quali vive l’uomo contemporaneo. Nel corso del tempo ha costruito un metodo di indagine fotografica compatto e coerente, grazie anche a quel tornare e ritornare sui luoghi, a quel continuo guardare e riguardare il paesaggio antropizzato che ha orientato quella vasta area della fotografia contemporanea che ha come vocazione l’osservazione del mondo in trasformazione.
 
La mostra resterà in allestimento fino al 1 novembre 2020 e sarà visitabile nei seguenti giorni ed orari:
Giovedì dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00
Venerdì dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00
Sabato dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00
 
PER INFORMAZIONI:
Magazzini Fotografici
0039/ 3386403215
Via S. Giovanni in Porta, 32 – 80138, Napoli
www.magazzinifotografici.it
info@magazzinifotografici.it
Loc sito rimandato

In adeguamento alle disposizioni nazionali del 9 marzo 2020, Magazzini Fotografici resterà chiuso fino al 3 aprile.
La mostra Bord de Mer di Gabriele Basilico e le attività in programma per il mese di marzo sono rimandate.
Speriamo di comunicarvi presto le nuove date.

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A partire dal 13 marzo 2020 Magazzini Fotografici ha il piacere di ospitare la mostra del progetto Bord de Mer di Gabriele Basilico.

L’esposizione dà seguito, dopo la mostra di Letizia Battaglia e il Laboratorio SISF, alla collaborazione tra Magazzini Fotografici e LAB \ per un laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci, due realtà attive nella promozione della fotografia.

Il progetto in mostra, Bord de Mer, è il risultato di una commissione ricevuta da Gabriele Basilico nel 1984/85, per conto del governo francese. L’autore fu, infatti, in quegli anni invitato a partecipare alla Mission Photographique de la DATAR (Délégation à l’Aménegement du Territoire et à l’Action Régionale), un grande progetto che coinvolgeva 20 fotografi di fama internazionale, chiamati a documentare e a interpretare attraverso le immagini, le grandi trasformazioni vissute negli anni 80’ dai paesaggi francesi.
È da questa commissione che nel 1990 nacque il volume Bord de mer in cui Gabriele Basilico descrive attraverso la fotografia porti, spiagge, coste e scogliere a picco sul mare del Nord. Le immagini furono scattate in tre regioni francesi, da Dunkerque nel Nord-Pas-de-Calais fino a Mont Saint Michel in Normandia, passando per la Piccardia.

Il progetto organizzato dalla D.A.T.A.R, fu, come afferma lo stesso Basilico, un’azione concreta volta a mettere in rapporto il paesaggio con la fotografia e a porre in discussione i vecchi metodi di rappresentazione geografica, che si ritennero non più adeguati a indagare la realtà. Fu proprio la fotografia il medium prescelto come erede dei vecchi sistemi di rappresentazione del paesaggio. Questo nuovo importante “passaggio” di statuto influenzò ampiamente il futuro della fotografia tra gli anni Ottanta e Novanta, rilanciando una nuova identità professionale per la figura del fotografo.
“ Con Bord de Mer entrava in gioco un movimento nuovo e opposto, destabilizzante, rispetto alla mia identità di fotografo, basata sulla rapidità. I sei mesi di lavoro stabiliti dal contratto erano un tempo infinito, che permetteva il ritmo lento, il decondizionarsi, influendo così radicalmente sulla mia stessa percezione della fotografia… Quei luoghi del nord Europa, con il mare burrascoso, i cieli profondi, le nubi pesanti, con la pioggia insistente, il vento, il sole e la luce che cambiava continuamente, mi hanno spalancato una porta verso una nuova visione del paesaggio. Era il paesaggio di pittori come il Canaletto e il Bellotto, o come i Fiamminghi… artisti descrittivi, che tuttavia mi avevano fatto ben intuire come quel frammento di mondo minuziosamente dipinto andasse molto oltre, superasse i bordi del quadro per espandersi verso altri orizzonti, forse addirittura verso il mondo intero.”

Gabriele Basilico (Milano, 12 agosto 1944 – 13 febbraio 2013) è stato uno dei maggiori fotografi italiani ed è considerato uno dei maestri della fotografia italiana ed europea contemporanea. All’interno della sua vasta opera di riflessione sulle trasformazioni dei territori urbanizzati nel passaggio dall’era industriale a quella postindustriale, il tema della città come complesso e raffinato prodotto dell’economia e della storia occupa un posto centrale.
Guidato da un profondo interesse per le architetture e per tutti i manufatti che nel tempo hanno dato forma alle città, ha scelto il rigore dello stile documentario per raccontarne il costante processo di stratificazione che le modella, in un lavoro di indagine del rapporto tra l’uomo e lo spazio costruito durato quasi quarant’anni.
Con metodi diversi ma sempre fedeli allo stile documentario, ha creato una ininterrotta narrazione dei luoghi, indagando numerose città europee e nel mondo e al tempo stesso ponendole in relazione tra loro, restituendo la straordinaria articolazione degli scenari urbani nei quali vive l’uomo contemporaneo. Nel corso del tempo ha costruito un metodo di indagine fotografica compatto e coerente, grazie anche a quel tornare e ritornare sui luoghi, a quel continuo guardare e riguardare il paesaggio antropizzato che ha orientato quella vasta area della fotografia contemporanea che ha come vocazione l’osservazione del mondo in trasformazione.

Ingresso GRATUITO per i soci 2020

La mostra sarà visitabile a partire da venerdì 13 marzo dalle 11:00 alle 22:00.
Per i giorni a seguire, fino al 31 maggio 2020, Magazzini Fotografici resterà aperto negli orari consueti: dal mercoledì al sabato dalle 11:00 alle 19:00 e domenica dalle 11:00 alle 14:30.
Nel rispetto delle misure di sicurezza nazionali, non sarà previsto un evento serale per l’opening della mostra. Confidiamo molto nell’efficacia di queste piccole precauzioni e ci impegnamo nel ridurre le occasioni che coinvolgono un numero elevato di persone.

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È con grandissima emozione che vi annunciamo la prossima mostra in allestimento: a partire dal 13 dicembre 2019 Magazzini Fotografici ha il piacere di ospitare l’immensa Letizia Battaglia.
In occasione della sua visita a Napoli, Letizia ha personalmente scelto dal suo archivio di stampe vintage una selezione di scatti che rappresentano uno spaccato della sua ricerca fotografica.
La mostra è esclusivamente ideata per portare a Napoli foto storiche, giornalistiche, ritratti che raccontano gli anni di una Palermo difficile, con lo sguardo intimo, profondo ed emozionato di una fotografa in grado di documentare gli effetti dell’azione della mafia sulla società ma anche di cogliere le radicate problematiche della condizione femminile, attraverso gli sguardi delle donne e delle bambine da lei ritratte.
Quello di Letizia Battaglia è un racconto delle contraddizioni e delle ferite di Palermo, città complessa da lei profondamente amata, terra in cui l’ autrice si è costruita indipendenza e libertà in un periodo storico molto difficile.
Nei suoi scatti da cronista nella Palermo degli anni ‘70 ritroviamo immortalati i delitti di mafia che l’hanno resa simbolo della battaglia contro la criminalità organizzata e l’omertà che ne alimenta il potere. Nello sguardo delle bambine che fotografa ritroviamo un po’ della sua infanzia complessa in un racconto intenso, che riflette la profonda interiorità della fotografa e quella dei soggetti ritratti.
 
Letizia Battaglia, 84 anni, fotografa di fama mondiale, per il New York Times è «una delle 11 donne che hanno segnato il nostro tempo». Ha contraddistinto la sua carriera per l’appassionato impegno sociale e politico. Per trent’anni ha fotografato la sua terra, la Sicilia, con immagini in bianco e nero crude e dolorose, denunciando l’attività mafiosa con reportage coraggiosi e incisivi per il quotidiano «L’Ora» di Palermo, attività l’ha resa prima donna-fotografo a lavorare per un giornale italiano.
Convinta della validità dell’impegno civile come fattore di cambiamento, nel corso degli anni ha messo il suo talento e la sua passione al servizio di cause diverse, dalla questione femminile, ai problemi ambientali, ai diritti dei carcerati, in veste di fotografa, regista, editrice, ambientalista (è stata consigliere comunale, assessore e deputato regionale).
Nella sua carriera ha saputo conciliare alla perfezione arte, impegno, coscienza e cuore.
 
| La fotografa sarà presente all’opening della mostra, previsto per il 13 dicembre alle h19:00 |
La mostra resterà in allestimento fino all’8 marzo 2020.
immagine per sito MAG

Il 24 gennaio 2020 a partire dalle 19:00 Sara Munari presenta a Magazzini Fotografici la mostra “Non ditelo a mia madre”, il racconto di un viaggio fantastico in un lontana galassia costruito attraverso fotografie analogiche scattate per lo più in Islanda e una video installazione.

“Se il genere umano non avesse ambiziosamente progettato nel suo percorso, o non avesse sperato in eventi irrealizzabili o ancora non avesse provato a tradurre in realtà sogni fantascientifici, saremmo ancora coi piedi a terra, senza mai aver provato nemmeno a volare.
Jules Verne, ha lanciato una bella sfida, collocando, nel romanzo “Viaggio al centro della Terra”, all’interno di un vulcano (Snæfellsjökull) in Islanda, il passaggio che conduce appunto, al centro della Terra. L’Islanda è luogo dove ho scattato tutte le immagini del mio lavoro.
Sappiamo poco di quello che c’è sulla terra, figuriamoci di ciò che ne sta al di fuori.
Intravediamo, attraverso la scienza, come il nostro pianeta, sia in una periferia della galassia, di una dei miliardi di quelle presenti nel nostro universo.
Forse una civiltà di qualche centinaia o milioni di anni superiore alla nostra, ha già risolto l’incognita dei viaggi in pianeti lontani, anche se a noi potrebbe sembrare fantasioso, un po’ come per una formica percorrere il tragitto Milano-Roma.
Cosa giustifica l’intolleranza o il fastidio di molti, quando si parla di extraterrestri o di ufo?
Se la rivoluzione copernicana, ha allontanato l’uomo dal centro dell’universo, una “rivoluzione” in questo senso porterebbe la nostra civiltà, necessariamente in rapporto ad altre. Non posso essere certa dell’esistenza di civiltà extraterrestri, né effettivamente convinta di possibili visite nell’antichità, sul nostro satellite e sulla Terra, da parte di esseri alieni. Ma vi racconto cosa mi è successo…
In questo filone possibilista, si colloca <Non ditelo a mia madre>.”

Sara Munari nasce a Milano nel 72. Vive e lavora a Lecco. Studia fotografia all’Isfav di Padova dove si diploma come fotografa professionista. Apre, nel 2001, LA STAZIONE FOTOGRAFICA, Studio e galleria per esposizioni fotografiche e corsi, nel quale svolge la sua attività di fotografa. Docente di Storia della fotografia e di Comunicazione Visiva presso ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA di Milano. Dal 2005 al 2008 è direttore artistico di LECCOIMMAGIFESTIVAL per il quale organizza mostre di grandi autori della fotografia Italiana e giovani autori di tutta Europa. Organizza workshop con autori di rilievo nel panorama nazionale. Espone in Italia ed Europa presso gallerie, Festival e musei d’arte contemporanea. Fa da giurata e lettrice portfolio in Premi e Festival Nazionali. Gira l’Italia per tenere conferenze, corsi e letture portfolio. Scrive tre libri di teoria sulla fotografia e ne pubblica di 4 di sue fotografie. Apre il blog Musa nel 2015, che ottiene molto successo. Apre nel 2019 Musa Fotografia, centro per corsi, mostre, presentazioni e tutto ciò che riguarda la fotografia, a Monza. Ottiene premi e riconoscimenti a livello internazionale.
Si diverte con la fotografia, la ama e la rispetta.

OPENING 24 gennaio h19:00
INGRESSO GRATUITO per i soci 2020

In occasione del suo viaggio a Napoli, Sara Munari terrà anche il laboratorio Storytelling Fotografico – Workshop con Sara Munari

immagine per sito MAG

Il 20 settembre 2019 alle 19:00 Magazzini Fotografici dà il via ad una nuova grande stagione di mostre portando nelle sue sale Obsolete & Discontinued, un progetto che attraverso la raccolta di materiali fotografici di scarto, restituisce nuova vita alla fotografia analogica considerata obsoleta.

Nel marzo 2015 il fotografo e stampatore inglese Mike Crawford riceve in regalo da un cliente una grossa quantità di carta e film fotografici obsoleti: numerose scatole e pacchetti, la maggior parte dei quali vecchi oltre i 20-30 anni, andati da molto tempo fuori produzione. La carta fotografica ha una durata di conservazione solitamente limitata ma con grande stupore, dopo aver effettuato alcuni test, Crawford si rende conto che i risultati ottenuti sono invece incoraggianti. Le carte che sembravano inutilizzabili e degradate rispondevano bene alle tecniche di stampa moderne.

Ed è per questo motivo che decide di dare il via al progetto Obsolete&Discontinued: Crawford chiama a raccolta oltre 50 grandi nomi della fotografia e dell’arte, affinché accettassero la sfida di produrre nuovi lavori usando quella carta destinata al macero.

Tra i fotografi partecipanti:  Melanie King, Jaden Hastings, Yaz Norris, Joan Teixidor ,Angela Easterling, Peter Moseley, Tina Rowe, Helen Nias, Andrew Whittle, Brian Griffin, Robin Gillanders, Hiro Matsuoka, Gabriela Mazowiecka, Rosie Holtom, David Bruce, Andrew Firth, Borut Peterlin, Guillaume Zuili, Jim Lister, Nicola Jane Maskrey, Andy Billington, Asya Gefter, Beth Dow, Wolfgang Moersch, Anna C. Wagner and Tobias D. Kern, Andres Pantoja, Morten Kolve, Debbie Sears, Keith Taylor, Tanja Verlak, Joakim Ahnfelt, Sheila McKinney, Joachim Falck-Hansen, Laura Ellenberger, Sebnem Ugural, Anna C. Wagner, Laurie Baggett, Douglas Nicolson, Andrew Chisholm, Angela Easterling, Constanza Isaza Martinez, Molly Behagg, Mike Crawford, Claus Dieter Geissler, Ky Lewis, Myka Baum, Hannah Fletcher, Holly Shackleton, Madaleine Trigg, Brittonie Fletcher, Daniel P. Berrange, Andrej Lamut, Jacqueline Butler, Evan Thomas, Guy Paterson, Almudena Romero

Le opere riconsegnate erano state sviluppate con i processi più disparati come gelatina d’argento, litografia, collodio umido, carta negativa e diverse tecniche ibride analogiche e digitali, componendo un progetto che esalta totalmente il potenziale unico della fotografia analogica.

In mostra a Magazzini Fotografici a partire dal 20 settembre.

 

Foto: “Burn the Sea” Mordançage by Brittonie Fletcher

immagine per sito MAG

Il 14 giugno 2019 alle 19:00 il fotografo Magnum Photos Chris Steele-Perkins presenta a Magazzini Fotografici il suo progetto JAPAN.
Una mostra a cura di Laura Noble, direttrice della L A Noble Gallery.

Il forte legame che il fotografo Chris Steele-Perkins ha con il Giappone è nato molti anni fa e si è consolidato con le sue 48 visite al paese. In questi suoi numerosi viaggi si sono susseguite esperienze ed avvenimenti di varia natura, tra cui il tragico tsunami del Tōhoku del 2011.
Il Giappone è un luogo di contraddizione, molto legato alle antiche tradizioni ma allo stesso tempo artefice costante di nuove tendenze, che vanno dalla moda alla tecnologia, adottate da tutto il paese
con un entusiasmo sfrenato.

Per noi occidentali le usanze giapponesi risultano essere completamente estranee al nostro modo di vivere e di conseguenza assumono un fascino particolare.
Le città e le comunità rurali regalano al paese atmosfere e ambienti completamente diversi tra loro. Le luci al neon sempre accese di Tokyo sono vivaci e sorprendenti ma nel frastuono della città, la
silenziosa maestà del Monte Fuji appare sempre presente, immobile e senza tempo.
Steele-Perkins, con il suo progetto Japan, celebra questa deliziosa combinazione di bello e bizzarro e racconta i molti strati di una cultura ricca di tradizione e nuove tendenze.
Abitudini, sport, modi di vestire diversi si alternano tra la radicata cultura conservatrice e il moderno culto della stravaganza. Questo strano e particolare equilibrio ci permette di godere della peculiare
natura di una nazione molto diversa dall’Occidente e della sua immensa ricchezza culturale.

Opening 14 giugno 2019
Il fotografo sarà inoltre nostro insegnante d’eccezione, insieme a Laura Noble, per il Workshop Expanding your horizon del 14, 15 e 16 giugno.

COPERTINA sito
Il 9 maggio 2019 alle 19.00 Magazzini Fotografici ha il piacere di ospitare la mostra:
REAL POLITIK
La Terza Repubblica
 
Ad un anno dalle ultime elezioni, i due autori del collettivo CESURALAB ci raccontano a suon di ritratti il nuovo scenario della politica italiana.
Nata nel marzo 2018, l’intera operazione Real Politik nasce per documentare i fenomeni e gli eventi più significativi che stanno caratterizzando il presente politico del paese, attraverso le pubblicazioni indipendenti e le mostre fotografiche.
 
Marco P. Valli e Luca Santese portano in mostra i volti dello scenario politico italiano per raccontarne la nuova realtà andando oltre il ritmo forsennato della quotidianità.
“Dopo un paio di mesi di tortura a sentir politici proferire, avevamo due possibilità: o pagare la parcella di uno specialista in trattamento del disturbo da stress post-traumatico o mettere insieme le foto migliori che avevamo e vomitare tutto il veleno ingerito.”
Quello che ne è venuto fuori è una sequenza di ritratti ad alto effetto che sovvertono le regole della comunicazione politica.
 
Il destino incerto dell’attuale governo impedisce di stabilire la data di conclusione dell’intero lavoro ma è impegno degli autori continuare a produrre costante documentazione autoriale che non si limiti unicamente a registrare gli eventi ma ne offra una costante visione critico-satirica.
4 capitoli dell’intero progetto saranno in mostra a partire dal 9 maggio 2019.
 
In occasione del party previsto per l’opening della serata ci saranno altri due eventi in concomitanza:
– live music di Eleonora Strino, con l’accompagnamento di Antonio Caps,
e
– i ritratti in analogico di FOTOCOMETA – Il team di FotoCometa allestirà una camera oscura nelle nostre sale e offrirà ritratti unici in bianco e nero, riscattando un procedimento fotografico storico ed artigianale ed utilizzando una tecnica di oltre cento anni fa.
La passione per recuperare l’antico mestiere, il tempo necessario per una momentanea relazione di fiducia e complicità, la concreta presenza di un supporto da tenere tra le mani, conservare e mostrare, fa sì che ogni foto sia differente, ognuna speciale ed irripetibile, trasformandola così in un oggetto con un valore che va oltre l’immagine.
Argento e luce, per vivere l’incanto della fotografia più pura.
Per maggiori informazioni: eventi@magazzinifotografici.i
immagine per sito MAG

L’8 marzo alle 19:00 ritorna il nostro evento dedicato alla celebrazione della donna: Who knows what’s going on in the ladies parlour! Chapter II.

Una grande mostra collettiva con 7 diversi progetti di altrettante talentuose autrici.
7 lavori molto diversi tra loro per esplorare e conoscere più da vicino il rigoglioso mondo della fotografia femminile.
Un salotto dove curiosare e sbirciare, per scoprire le personali esperienze e le interessanti visioni di sette giovani donne e fotografe.

Le autrici in mostra saranno:
Chiara Bruni Photography con il progetto “Mannequins”
Eleonora Cerri Pecorella con il progetto “Morti a galla”
Martina Di Carlo con il progetto “Hiroshima Mon Amour”
Barbara Fiorillo con il progetto con “Metamorfosi”
Haraidon Giulia Photography con il progetto “Linia”
Claudia Elle Luongo con il progetto “Souvenir”
Chiara Francesca Rizzuti con il progetto “Non avevamo null’altro da fare”

I lavori saranno in mostra a partire dall’8 marzo fino al 28 aprile 2019.
Durante la stessa serata sarà inaugurata anche la mostra della dodicesima edizione di #spazioFOTOcopia a tema WOMAN.

DJ set: Miz Kiara

Il nostro evento dedicato alla donna si unisce alla grande iniziativa organizzata da GENA – Gender Equality NApoli, un appuntamento unico, ideato e organizzato da donne, per dar voce al sentire femminile libero e originale.
Magazzini Fotografici farà parte delle location scelte per l’evento, entrando così in una travolgente staffetta di 12 ore di musica, arte e fotografia non stop, che si chiuderà in bellezza con il grande party celebrativo GENA #1 MYSS KETA al The Square, con la proiezione delle foto delle due mostre in allestimento.

Vi ricordiamo che Magazzini Fotografici è una Associazione di Promozione Sociale con obbligo legale di tesseramento.
La tessera ha un costo di 25€ con validità fino al 31 dicembre 2019.
Qui maggiori informazioni sui tesseramenti.

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Il 15 febbraio alle 19:00 arriva a Magazzini Fotografici Body Island Project.
Body Island è una performance itinerante, un’immersione poetica in un percorso spaziale ed emotivo nel quale il pubblico ha l’occasione di attraversare, percepire, osservare, conoscere alcune tracce dell’intimo rapporto tra corpo e isola.
Fotografia, video e danza sono le voci narranti attraverso le quali il visitatore può cogliere questa relazione unica grazie ad una creazione artistica site-specific.
Un quadro nel quadro, in un dialogo multimediale sulla bellezza, la luce, il tempo, la fragilità, l’anima e la carne, entrando e uscendo da verità e finzione, realtà e poesia.
 
Regia & Coreografia Sara Lupoli
Art Director Roberta Fuorvia
Fotografia Valeria Laureano
Multimedia Giuseppe Riccardi
 
Durante la serata inaugurale si potrà assistere ad una piccola anticipazione della performance, replicata integralmente il 23 febbraio alle 19:30 e il 2 marzo alle 19:30.
 
Per info e costi: bodyislandproject@gmail.com