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Il 14 giugno alle 19:00, in contemporanea all’opening della mostra Japan del fotografo MAGNUM Chris Steele-Perkins, Materia Critica presenta nelle sale di Magazzini Fotografici la mostra EXPORTING THE LOOP.

Il progetto racconta dello spazio fisico, visivo e mentale che occupa la pubblicità nelle nostre vite. Il lavoro prova a sottolineare la condizione che noi tutti condividiamo: siamo consumatori prima di essere cittadini.
Materia Critica prende una chiara posizione condannando il potere della pubblicità di “appiattire” la complessità del mondo, occultando le ingiustizie sociali, e quindi ignorando completamente l’altro 99% del mondo.

Le fotografie immortalano quelle che noi chiamiamo “case pubblicitarie”, visibili dappertutto ad Antananarivo, la capitale del Madagascar, dove le mura delle case private vengono facilmente trasformate in cartelloni pubblicitari.
Le immagini sono combinate ad una selezione di open data, con lo scopo di sottolineare quante energie e quanti soldi vengono spesi oggi nel mondo per la pubblicità.

Materia Critica è uno studio creativo multimediale.
Video, fotografie, graphic design, oggetti di design, installazioni vengono usati per creare parallelismi simbolici che rendano visibile ciò che difficilmente riesce ad essere percepito. Materia Critica indaga i fenomeni sociali e culturali con un approccio multidisciplinare e human-centered.
I tre fondatori: Francesco Elipanni, Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda si conoscono durante gli studi in Design e Arti e nel 2018 decidono di aprire lo studio tra Reggio Emilia e Parma, dove ad oggi vivono e lavorano.

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Il 16 novembre a partire dalle ore 19:00, Luca Baioni presenterà nelle sale di MagazziniFotografici il suo progetto Demons.
 
La produzione artistica di Luca Baioni è il risultato di un modus operandi composto da diversi elementi che non stanno tra loro in un rapporto gerarchico: frammenti di mondo, apparecchi fotografici, post-produzione digitale e analogica, carta. Tutto concorre all’interno di un processo produttivo (dis)continuo volto ad ottenere in ogni immagine una complessità unitaria e conclusa.
 
“Sono mosso dall’inizio alla fine del processo da una rigorosa indisciplina. Il metodo è solo una via al risultato finale. Questo vale tanto per le immagini singole che per i libri.
Penso le immagini non come copie della realtà, per quanto “alterate”. Io produco nuovi pezzi di realtà, che poi interagiscono con essa stessa. Con le mie opere non mi rivolgo all’umanità, ai miei simili, ma al reale nel suo complesso e voglio che le cose che produco siano “cose tra le cose” e che diventino opere solo quando interagiscono profondamente con la realtà. Faccio a pezzi il mondo e suoi frammenti li decostruisco, ricostruisco, smonto, e ne costruisco di nuovi, senza mai perdere la fiducia nel fatto che tutto quello che produco in qualche modo “sia già”, seppure in altra forma, nel mondo, in potenza. Io dispiego le potenze nascoste del mondo. Considero queste opere come potenze dispiegate. Non creo ex nihilo, dal nulla. Nel reale, con pezzi di reale dispiegato, creo delle discontinuità.”
 
Durante la serata l’autore presenterà il libro che racchiude l’intero progetto.
Il progetto del libro “Demons from the old black, serpents and silence” nasce dall’incontro del fotografo con la ricerca e lo sviluppo di tecniche di stampa di Paolo Bazzana (No Moire).
 
La mostra resterà in allestimento fino al 2 dicembre 2018.
 
Vi ricordiamo che Magazzini Fotografici è un’Associazione di promozione sociale con obbligo legale di tesseramento. La tessera ha un costo di 5€ ed è valida per un anno solare.