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Quinto ed ultimo appuntamento della stagione per Behind the Icons, il format tenuto da Roberta Fuorvia, che ci porta alla scoperta delle storie dietro le immagini.

Il 27 giugno alle 19:00 chiudiamo questo primo capitolo con il controverso scatto di Neil Leifer “Muhammad Alì VS Sonny Liston”.

La foto raffigura Muhammad Ali, che all’epoca si chiamava ancora Cassius Clay, nell’instante in cui mette al tappeto Sonny Liston.
A Campione del Mondo dei Pesi Massimi già celebrato, dopo la prima sfida vinta da Ali, questo secondo match venne organizzato per la rivincita di Liston un anno dopo.
L’andamento della sfida resterà avvolto per sempre nel mistero.

Ne parliamo il 27 giugno alle 19:00.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019.
Per info e prenotazioni: eventi@magazzinifotografici.it

Pino Musi_Border Soundscapes_cop

Il 19 giugno alle 19:00 Pino Musi presenta a Magazzini Fotografici il suo ultimo libro “Border Soundscapes”, edito da Artphilein Editions. In occasione della presentazione l’autore dialogherà con Antonello Scotti su questioni legate al pensiero progettuale ed alla pratica del fare libro.

La realizzazione di “Border Soundscapes” prende origine dall’ascolto di “String Quartet (II)” (God Records, 2008), un’opera di Morton Feldman, esponente di spicco della Indeterminate Music.
Come in un percorso di “indeterminacy”, le immagini di Musi si sviluppano in una traiettoria tangente ai grandi svincoli delle superstrade – del périphérique – seguendo la costante di una monotonia che ci immerge in terre di nessuno dove si espandono i grandi cantieri a proporre massicci agglomerati abitativi, per il momento ancora privi di vita umana.
Siamo quindi attratti in un continuum, in cui la materia è stilizzata e resa omogenea dal fluire dei dati. L’astrazione, nelle immagini di Musi, deve essere pensata a partire dalla sua dimensione quantitativa – geometrica, digitale, informatica, elettronica –, idea che si spinge al di là di una banale formalizzazione estetizzante delle strutture. Musi non è alla ricerca di un bello qualitativo ma di un sublime quantitativo. Un sublime che opprime, e che delude ogni forma di conoscenza.

Pino Musi è nato a Salerno nel 1958 e attualmente vive a Parigi.

Si avvicina alla fotografia all’età di quattordici anni, quando inizia ad apprendere da autodidatta la tecnica del bianco e nero.
Nel tempo, il suo lavoro si interseca con molteplici aree di interesse,
dall’antropologia all’architettura, dall’archeologia alla produzione industriale.
Contraddistinta dall’insistente sperimentazione sulla forma, mai fine a se stessa, ma parte di un percorso progettuale coerente, la ricerca di Pino Musi trova modalità di espressione privilegiata nella
realizzazione di libri ed in particolare di libri d’artista, ricevendo importanti riconoscimenti internazionali.
Opere originali dell’autore fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero, fra cui quelle della Fondazione Rolla, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, della Fondazione Fotografia di Modena, del FRAC (Fonds régional d’art contemporain) Bretagne.

Antonello Scotti nasce a Pozzuoli nel 1961, vive e lavora a Napoli.
Si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequentando il corso di pittura. Già dagli anni ’80 inizia la sua attività di artista con interventi in spazi pubblici e privati, sia in Italia che all’estero, privilegiando per lo più la Francia. Oltre alla pittura fortemente concettuale, il suo interesse si è esteso alla fotografia, in modo particolare all’editing delle immagini; interessandosi di fatto ad una lettura volta a quanto di latente è presente all’interno di un impianto iconografico. Questo sapere acquisito lo ha applicato alla costruzione di un’idea, in evoluzione, del cosiddetto photobook, inteso come momento concreto di riflessione, atto a stabilire quell’incipit teorico-metodologico, su come non fare un “catalogo” di fotografie. Pertanto scrive: “Per non fare un photobook è necessario rendere irriconoscibile il percorso narrativo, irriconoscibile nel senso che una configurazione quanto più è frammentaria tanto più il significato, esplicito o remoto, è non riconoscibile. Ovvero alterare quegli assiomi di certezza presenti di sovente in quella tipologia di libro: la struttura consequenziale, data per assonanze di forme, per contiguità cromatica, per contrappunti di pieni e vuoti, etc…”.
Negli ultimi tempi Antonello Scotti svolge, insieme al fotografo e amico Pino Musi, uno studio sul rapporto tra testo e immagine, dove il verbale e il visivo collidono in una dialettica antinomica.

FILE - In this June 8, 1972 file photo, South Vietnamese forces follow after terrified children, including 9-year-old Kim Phuc, center, as they run down Route 1 near Trang Bang after an aerial napalm attack on suspected Viet Cong hiding places. A South Vietnamese plane accidentally dropped its flaming napalm on South Vietnamese troops and civilians. The terrified girl had ripped off her burning clothes while fleeing. The children from left to right are: Phan Thanh Tam, younger brother of Kim Phuc, who lost an eye, Phan Thanh Phouc, youngest brother of Kim Phuc, Kim Phuc, and Kim's cousins Ho Van Bon, and Ho Thi Ting. Behind them are soldiers of the Vietnam Army 25th Division. (AP Photo/Nick Ut, File)

Siamo giunti al quarto appuntamento con Behind the Icons, il format tenuto da Roberta Fuorvia, che ci porta alla scoperta delle storie dietro le immagini.
Il prossimo incontro, previsto per il 30 maggio alle 19:00, ha per protagonista una delle immagini più toccanti della storia, il famosissimo scatto di Nick Ut “Napalm girl”.

L’immagine scattata l’8 giugno 1972 e diventata simbolo della Guerra del Vietnam, mostra Kim Phuc – una bambina di nove anni -mentre fugge da un villaggio completamente nuda insieme ad altri bambini, dopo essere stata gravemente ustionata sulle braccia e sulla schiena da un bombardamento al napalm delle forze aeree del Vietnam del sud.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019.
Per info e prenotazioni: eventi@magazzinifotografici.it
Prossimo appuntamento:
QUINTO INCONTRO
Neil Leifer “Muhammad Alì VS Sonny Liston, 1965”

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Il 14 giugno alle 19:00, in contemporanea all’opening della mostra Japan del fotografo MAGNUM Chris Steele-Perkins, Materia Critica presenta nelle sale di Magazzini Fotografici la mostra EXPORTING THE LOOP.

Il progetto racconta dello spazio fisico, visivo e mentale che occupa la pubblicità nelle nostre vite. Il lavoro prova a sottolineare la condizione che noi tutti condividiamo: siamo consumatori prima di essere cittadini.
Materia Critica prende una chiara posizione condannando il potere della pubblicità di “appiattire” la complessità del mondo, occultando le ingiustizie sociali, e quindi ignorando completamente l’altro 99% del mondo.

Le fotografie immortalano quelle che noi chiamiamo “case pubblicitarie”, visibili dappertutto ad Antananarivo, la capitale del Madagascar, dove le mura delle case private vengono facilmente trasformate in cartelloni pubblicitari.
Le immagini sono combinate ad una selezione di open data, con lo scopo di sottolineare quante energie e quanti soldi vengono spesi oggi nel mondo per la pubblicità.

Materia Critica è uno studio creativo multimediale.
Video, fotografie, graphic design, oggetti di design, installazioni vengono usati per creare parallelismi simbolici che rendano visibile ciò che difficilmente riesce ad essere percepito. Materia Critica indaga i fenomeni sociali e culturali con un approccio multidisciplinare e human-centered.
I tre fondatori: Francesco Elipanni, Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda si conoscono durante gli studi in Design e Arti e nel 2018 decidono di aprire lo studio tra Reggio Emilia e Parma, dove ad oggi vivono e lavorano.

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In occasione di Photo London, la più grande fiera e manifestazione fotografica del capoluogo britannico che torna quest’anno dal 16 al 19 maggio alla Somerset House di Londra, l’Istituto Italiano di Cultura presenta “Maradona” di Sergio Siano, una mostra fotografica a cura di Yvonne de Rosa per Magazzini Fotografici.

Con un doppio openingmartedí 14 maggio alle 10.00, in contemporanea al breakfast inaugurale di Photo London e lo stesso giorno alle 19.00 – il lavoro del fotografo napoletano sará ospitato nelle salre dell’Istituto fino al 31 maggio.
Un racconto per immagini di un momento di gioia,condivisione e riscatto partenopeo.

Erano gli anni Ottanta e Sergio era un  fotoreporter a bordo campo allo stadio San Paolo. Una narrazione quasi filmica, in cui il fuoriclasse argentino appare per quello che è stato: un grande atleta, un simpatico giullare sull’erba del Centro Paradiso, l’icona di un’intera città, che nel volume viene inoltre raccontata nei giorni delle sue vittorie sportive.

Il lavoro di Siano racconta non i soliti stereotipi sul campione argentino e sul folclore della città, ma un semplice, grande ricordo per chi c’era o ne ha soltanto sentito parlare.

“Il 5 luglio del 1984 ero tra i settantamila spettatori che riempirono lo stadio di Fuorigrotta solo per salutare il nuovo e ultimo re di Napoli, Diego Armando Maradona. Osservavo come alla moviola il Pibe de oro salire gli scalini, quei secondi sembravano più lenti del normale, ma quando mise il suo piede per la prima volta sul campo del San Paolo si alzò un boato che perforò i miei timpani, il cuore mi batteva come i tamburi della Curva A, mi tolsi la maglietta spugnata di sudore perché il caldo del sole era forte ma il calore che emanava il popolo per Maradona molto di più.”

“Quando finiva l’allenamento finiva anche il mio lavoro ma se Diego restava, restavo pure io, sulle gradinate c’erano persone che venivano anche da lontano per lui, adulti e bambini; Maradona guardava tutti negli occhi, continuava a dare spettacolo per loro, lo spettacolo più bello del mondo sul terreno del Paradiso.
…Palleggiava e fermava tutto, anche gli orologi, assistevamo in silenzio come a un antico rito tribale tra D10S e il totem di cuoio, il suo rapporto intimo e magico con il sacro pallone che nemmeno la pioggia lo fermava. In mezzo al terreno del Paradiso l’angelo azzurro sguazzava nel fango,come gli scugnizzi di piazza Montecalvario, ai Quartieri Spagnoli, dove io sono nato e cresciuto.”

Sergio Siano, napoletano, è fotoreporter de Il Mattino, narratore per immagini, da oltre trent’anni racconta i chiaroscuri della città.
È autore di Con gli occhi di Caravaggio, , Vicoli, un viaggio napoletano  e di Il mare che bagna Napoli .
Oltre ad aver collaborato alla realizzazione dell’opera Storia fotografica di Napoli. Gli sono stati riconosciuti il Premio Lamont Young nel 1998 e il Premio Cosimo Fanzago nel 2010.

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Il nostro viaggio alla scoperta delle foto più iconiche di sempre è arrivato alla sua terza tappa.
All’interno di questo primo capitolo dedicato alla guerra non poteva certo mancare l’importantissimo scatto di Eddie Adams, Saigon Execution.
La foto, scattata il primo febbraio 1968, fissa l’istante nel quale il generale della polizia di Saigon Nguyen Ngoc Loan uccide un sospetto vietcong per strada, nel Vietnam del Sud.

Vincitrice di numerosi premi, tra cui il Premio Pulitzer per la fotografia 1969 e il World Press Photo of the Year 1969, l’immagine è entrata a far parte delle foto più significative della storia.
Ne parliamo insieme il 18 aprile 2019 alle 19:00.

Prossimi appuntamenti con Behind the Icons:
Quarto incontro: 30 maggio h19:00
Nick Ut “Napalm girl, 1972”

Quinto incontro: 20 giugno h19:00
Neil Leifer “Muhammad Alì VS Sonny Liston, 1965”

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019.
Per info e prenotazioni: eventi@magazzinifotografici.it

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Dopo il successo della puntata zero con ospite Angelo Ferrillo, ritorna il format, ideato da Raffaele Monaco, Photo Sugo e Tonno un convivium nel quale gli autori ospiti raccontano le proprie esperienze nel settore fotografico cucinando per i nostri soci una ricetta pensata ad hoc per l’evento.
 
Ospiti del prossimo appuntamento Chiara Arturo e Cristina Cusani, grandi amiche di Magazzini Fotografici.
 
Chiara Arturo:
La sua ricerca fotografica è incentrata sull’elemento acqua e l’insularità, sulla percezione del paesaggio e degli spazi, sull’archiviazione del ricordo, sul modo in cui percezione e archiviazione influiscono sulla costruzione dell’immaginario; partendo da un’indagine introspettiva, con metodo cartografico, si focalizza sulle geografie del pensiero, le tracce, il viaggio, la visione, le ferite. Lavora per accumulo e per molti anni sullo stesso tema: scava nel paesaggio come scava in se stessa, allo stesso modo e per lo stesso motivo. Esplorando temi e condizioni della vita come il transito e la sosta, la grandiosità dei paesaggi materiali e la loro fragilità, analizza poeticamente ciò che la circonda.

Cristina Cusani:
Nella sua indagine fotografica utilizza le esperienze quotidiane come punto di partenza per analizzare il significato dell’essere umano partendo da un’analisi personale che si traduce nell’espressione di temi universali. Nelle sue opere la finzione e la realtà s’incontrano, i significati cambiano, il passato e il presente diventano una cosa sola. Utilizzando un linguaggio poetico e talvolta metaforico, realizza fotografie che sono leggibili su più livelli e portano lo spettatore ad interrogarsi, creando in chi guarda una reazione in equilibrio tra il riconoscimento e l’alienazione.

 
Il prezzo del pranzo è di €15 per i soci 2019.
Il costo comprende un primo piatto e il vino che, a seconda della ricetta, sarà o un Nero d’Avola (azienda vinicola tre Venezie) o un Pinot bianco (azienda vinicola tre Venezie).
 
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per info e prenotazioni eventi@magazzinifotografici.it
immagine per sito MAG (3)

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle storie dietro le immagini.

Il 21 marzo alle 11:30 si terrà il secondo appuntamento con il nuovo format Behind the icons, la serie di incontri tenuti da Roberta Fuorvia che svelano il dietro le quinte delle fotografie che hanno fatto la storia.
La prossima immagine iconica è:
An american Sailor George Mendonsa kisses Greta Zimmer Friedman in Times Square in 1945” di Alfred Eisenstaedt. Il racconto delle curiosità e dei retroscena dietro uno dei baci più famosi della storia della fotografia.

Gli appuntamenti successivi:
– TERZO INCONTRO
Eddie Adams “Saigon execution, 1968”

– QUARTO INCONTRO
Nick Ut “Napalm girl, 1972”

– QUINTO INCONTRO
Neil Leifer “Muhammad Alì VS Sonny Liston, 1965”

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019.
Per info e prenotazioni: eventi@magazzinifotografici.it

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L’8 marzo alle 19:00, contemporaneamente all’opening di Who Knows what’s going on in the ladies parlour: Chapter two, inauguriamo la mostra della nuova edizione di #spazioFOTOcopia.
 
Il format, giunto alla sua dodicesima edizione, è dedicato ai giovani talenti della fotografia e attraverso mostre collettive allestite utilizzando esclusivamente materiale alternativo, riduce al minimo i compromessi e dà il massimo spazio alla creatività ed alle idee.
Il tema scelto per questa edizione è per il secondo anno consecutivo WOMAN, in occasione del mese dedicato alle donne.
Durante la serata sarà presentata anche l’ottava edizione della zine di Magazzini Fotografici #M che racchiude le foto più belle tra quelle selezionate.
 
Ed inoltre, in collaborazione con l’iniziativa GENA – Gender Equality NApoli, durante la serata avremo il piacere di ospitare Miz Kiara con una speciale MUSIC SELECTION.
La partnership rientra in un grande evento in più tappe, dedicato alla donna, che si concluderà a Coroglio con il party celebrativo GENA #1 MYSS KETA.
Woman shooting a camera back at the photographer, USA

Il 22 febbraio 2019 alle 18:30 vi aspettiamo per il terzo ed ultimo incontro sul diritto d’autore, con l’Avvocato Toti Bellastella.
Gli argomenti trattati saranno i seguenti:
1. Pubblicazione sui social – Strumenti di tutela, algoritmo Google;
2. Circolazione e titolarità;
3. Opere ritrovate per caso;
4. Tutela legale e Giurisdizionale;
5. Casistica.
E ovviamente spazio alle domande e alle curiosità.

Gli incontri sono GRATUITI per i soci 2019 di Magazzini Fotografici.
Per prenotazioni:
eventi@magazzinifotografici.it

Vi ricordiamo che Magazzini Fotografici è una APS Associazione di Promozione sociale con obbligo legale di tesseramento. La tessera ha un costo di 25€ ed è valida fino al 31 dicembre 2019.