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Il prossimo ospite delle nostre Domeniche d’Autore è Calogero russo con le presentazione della sua nuovissima fanzine Arca Russa, prevista per domenica 28 aprile alle 11:30.

A 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre e a circa 25 anni da il crollo dell’Unione sovietica , il progetto a lungo termine Arca Russa rappresenta un viaggio nello spirito russo e nell’atmosfera che aleggia ancora oggi in tutti gli Stati che un tempo furono legati all’Urss. Finito nel 2017 il progetto fotografico , diventato oggi un’ opera monografica a metà strada fra la fanzine e un libro fotografico. Il viaggio inizia nella Germania dell’ Est, la ex DRr e continua passando dalla Russia e poi si il Moldavia, Transinistria, Polonia, Repubbliche Baltiche ed ex Jugoslavia Insomma il versante europeo del patto di Varsavia. L ultimo paese visitato è la Macedonia quel piccolo stato all interno della Jugoslavia inventato a tavolino da Stalin e Tito alla fine della II guerra mondiale.

Il titolo della Zine è un omaggio al film di Alexander Sukorov. Così come la voce fuoricampo e un diplomatico francese guidano lo spettatore all interno delle varie epoche della storia russa, in altrettante stanze del museo dell ’Hermitage, così attraverso le immagini che invito a guardare, come un unico piano sequenza, tralasciando le didascalie, io vi porto in un’unica atmosfera che a dispetto della storia contemporanea rende tutti questi Stati ancora , dal punto di vista visivo, un’ unica entità.

Calogero Russo è un fotografo documentarista indipendente, nato a Palermo e attualmente stabilitosi a Milano.
Il suo principale progetto fotografico è dedicato all’Europa orientale, con un focus particolare sui paesi di lingua slava e sui rapporti tra l’ex Unione Sovietica e i suoi stati satelliti in Europa.
Nel 2014 ha pubblicato la fanzine “Ostalgie” e nel 2019 la fanzine Arca Russa.

L’evento è GRATUITO per i soci 2019
Per maggiori informazioni: eventi@magazzinifotografici.it

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Domenica 24 marzo, alle 11:30, Fulvio Magurno sarà ospite della nostra Domenica d’Autore  per la presentazione del libro Isolario Ellenico, , edito da Contrasto.

Il libro racconta il lungo itinerario percorso dall’autore per isole e mari dal 1989 al 1999, e sperimenta punti di vista soggettivi e inconsueti.
Passando da Itaca a Zante, da Lesbo e Santorini, come un novello Ulisse, Fulvio Magurno ne immortala gli armoniosi giochi di luce creati dal sole, mostra la spontaneità dei piccoli gesti quotidiani dei loro abitanti, fa assaporare il senso di serenità che solo un paesaggio marino sa regalare.
Nel farci vivere le incantevoli isole della Grecia, pagina dopo pagina l’autore è capace di farci avvertire la brezza, la sensazione della salsedine sulla pelle e il riflesso del sole sulle onde del mare.

Fulvio Magurno è nato a Ravanusa (Agrigento) nel 1958. Ha studiato e si è formato a Napoli. Vive a Genova. Per circa venti anni, ha lavorato per le maggiori testate giornalistiche italiane e straniere. Per il suo lavoro, ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui; il Yan Geffroy International Documentary Prize nel 1991, e il premio European Kodak Panorama ad Arles nel 1992.
Da più di dieci anni si dedica alla fotografia creativa.
Ha pubblicato libri fotografici, tra cui: Viaggio in Marocco, testi Guy Mandery e Attilio Colombo (1994); Paesaggi Meridionali, testo Roberta Valtorta (1994); Lisboa-Lisboa, testo Antonio Tabucchi (1995); Le città di Montale, testo Nico Orengo (1996); Passaggi, testo Roberta Valtorta, un racconto di Maurizio Maggiani, una poesia di Enrico Testa, ed un’opera di Philiph Corner (1996); Librarium, con un racconto di Maurizio Maggiani (1999); Strada Nuova, testo Giuseppe Marcenaro (2011); Obsession Royal, testo Anna Orlando (2014); Genova Est-Genova Ovest, testo Edoardo Sanguineti (2015); Volti D’Artista, testi Michele Bonuomo e Giulio Sommariva (2015).

Ha realizzato e partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2011 è stato invitato alla 54 Biennale di Venezia, Padiglione Italia Regione Liguria. Sue opere sono conservate presso: Galleria Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo; Cabinet Estampes Bibliothèque National de France-Paris; FAI – Fondo Ambiente Italiano; Museo Arte Contemporanea di Villa Croce-Genova; Centre Mediterraneen de la Photographie-France; Museo Accademia Ligustica-Genova; Fondazione Antonio Mazzotta-Milano; Biblioteca Civica Berio-Genova; Museo Fotografia Contemporanea-Milano; GAM di Torino (Collezione Fondazione Italiana Fotografia); Museo Palazzo Reale-Genova; Fondazione Edoardo Garrone-Genova; Fondo Giov-Anna Piras-Asti; Centre Pompidou Bibliothèque Kandinsky – Livre d’Artiste. Fulvio Magurno, appare nel Dizionario Mondiale della Fotografia Rizzoli-Larousse; negli Annali d’Italia Einaudi (L’immagine fotografica 1945-2000); in Obiettivo Ambiguo, di Ferdinando Scianna, Contrasto Editore (2015); La realtà e lo sguardo, di Uliano Lucas e Tatiana Agliani, Einaudi (2015).

In occasione dell’evento del 24 marzo, l’autore ha riservato un regalo speciale a chi acquisterà il libro durante la presentazione: una stampa in limited edition di una foto del progetto Isolario Ellenico.

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Angelo Ferrillo è l’ospite della prossima Domenica D’autore. Il 10 febbraio 2019 alle 11:30 presenterà a Magazzini Fotografici il suo ultimo libro “258 MINUTES”, curato da Benedetta Donato.

258 Minutes è lavoro fotografico incentrato sugli attacchi terroristici che hanno sconvolto Parigi il 13 novembre 2015 e che si propone come documento e compimento di un percorso di riflessione e ricerca durato un anno, in un’altalena tra vicinanza emotiva e lontananza spazio-temporale nei luoghi della memoria di quegli eventi catastrofici, definiti come l’11 settembre del vecchio continente. Il titolo del libro porta con sé un doppio significato estremamente simbolico: come spiega lo stesso Ferrillo,“258 MINUTES non sono altro che i minuti trascorsi dalla prima esplosione avvenuta allo Stade de France di Parigi la notte del 13 novembre del 2015 alle ore 21:20, fino alla liberazione degli ultimi ostaggi del Bataclan, in cui l’orologio segnava le ore 00:58” , e costituiscono al contempo il lasso temporale in cui il 13 novembre 2016, ad un anno esatto dagli avvenimenti e al culmine del viaggio di studio e preparazione, il fotografo realizza gli scatti, che compongono la sua narrazione fotografica.
Angelo Ferrillo nasce a Napoli nel 1974 dove intraprende gli studi di Ingegneria e inizia ad interessarsi di cultura visiva, per approdare al mondo della fotografia professionale. Dopo aver concluso il piano di studi con un Master in Fotogiornalismo ed un Master in Photoediting e Ricerca Iconografica, lavora come fotogiornalista producendo reportage e servizi di cronaca per agenzie di settore, realizzando ritratti, produzioni commissionate per l’editoria e progetti personali. Espone i propri lavori al Milano Photo Festival, al Festival della Fotografia Etica di Lodi, al Festival della Fotografia di Corigliano Calabro e nel circuito galleristico nazionale.
Noto al grande pubblico per le produzioni di street photography, collabora attivamente con editori sia nazionali che internazionali e con brand leader mondiali dell’urban style, progettando e sviluppando immagini di social advertising e brand communication. È photoeditor e docente di fotografia presso le sedi milanesi dello IED –Istituto Europeo di Design e di OFFICINE FOTOGRAFICHE, FOWA UNIVERSITY (del quale è anche Art Director) ed altre realtà pubbliche e private. È inoltre membro del Direttivo AFIP International e HASSELBLAD Ambassador.

La partecipazione è gratuita per i soci 2019.

Dopo la presentazione,  alle 13:00, Angelo Ferrillo terrà la puntata 0 del nostro nuovo format PHOTO SUGO E TONNO, in cucina con l’autore.

Vi ricordiamo che Magazzini Fotografici è un’Associazione di Promozione Sociale (APS) con obbligo legale di tesseramento. Qui tutte le info per il tesseramento.

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Domenica 27 gennaio 2019 dalle ore 11:30 alle 12:30 ritornano le Domeniche d’autore con la prima presentazione del 2019.

Dopo il ritorno di Rvm Magazine con il Redo Issue, la rivista di fotografia e altre narrazioni edita da RVM Hub, presenta il White Issue, suo secondo numero, interamente dedicato al colore bianco.

Il bianco è leitmotif della rivista e oggetto di studio della seconda uscita, attraverso il quale la redazione porta avanti il lavoro di commistione tra fotografia documentaria e altre forme espressive, a partire dall’artwork di copertina realizzato da Sunday Büro, studio grafico con il quale prosegue la nostra collaborazione.

Nella rivista/libro troverete, insieme ai cinque Projects, quattro nuovi racconti e una spoken word, testi ispirati dal lavoro dei fotografi, dai quali prendono le mosse per poi assumere una propria indipendenza e autorialità.

Ad aprire il White sarà una nuova rubrica, Bridges, trait d’union tra il numero in corso e il successivo. Richiami cromatici e giochi visivi saranno i fulcri attorno ai quali si presenterà un assaggio del lavoro Variation of White di Miia Autio.
Molte le tematiche differenti affrontate dai cinque progetti fotografici selezionati, che vanno dal suprematismo bianco raccontato da Marc Asnin, al rituale dell’allattamento colto da Vincent Ferrané, passando per “esposizioni” fotografiche e non solo di Kazuma Obara, arrivando ai racconti del popolo della notte in Cina di Feng Li e concludendo con la scoperta dei pescatori del Kazakistan di Aleksey Kondatryev.

Altrettanto vari, negli stili e nei mondi nei quali ci conducono, sono i lavori dei cinque autori coinvolti: a partire dalla graffiante spoken word del rapper Kento e proseguendo con i racconti di Elisabetta Bucciarelli, Carola Susani, Luciano Funetta e Vanni Santoni.
Anche per quanto riguarda le rubriche, il nuovo numero porta qualche novità, oltre a confermare quelle già presenti. Tra queste The Observatory – rubrica nata dalla collaborazione tra Rvm e Limes (prestigiosa rivista di geopolitica) – nella quale Dario Fabbri parla dell’impoverimento della classe media in USA e Matt Black lo racconta per immagini e Slivering Out, rubrica di interviste di Cat Lachowskyj, che dialoga con Ester Vonplon.

L’approfondimento continua con altri contributi: David Campany con In Whitespective ci parla di conoscenza e illuminazione, attraverso le immagini sovraesposte dei paesaggi urbani di Andreas Gefeller; Clement Saccomani ci svela, per Hidden Archive, gli ultimi provini di Stanley Greene; Alessandra Piolotto prosegue il suo atlante figurativo della memoria, Photo Trouvée, con due scatti legati a luoghi tanto distanti, quanto simili, le Dolomiti italiane e la Dancalia. In Review, Giulia Zorzi recensisce Gulu Real Art Studio di Martina Bacigalupo, progetto sull’identità sottratta a un popolo. In chiusura, con The Image After – rubrica di cinema e fotografia di Alessia Moretti – ci ritroviamo a caccia di fantasmi.

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Eugenio Grosso è il secondo ospite delle nostre Domeniche d’autore. Il 9 dicembre alle 11:30 presenterà a Magazzini Fotografici il suo libro Kurdistan Memories:
per molto tempo il popolo curdo è stato dimenticato dalla storia. Solo recentemente è balzato al centro della discussione per la battaglia contro l’ISIS in Siria e in Iraq.
I Curdi sono una piccola minoranza che non ha mai avuto uno stato di appartenenza. La popolazione è distribuita in varie nazioni come Turchia, Iraq, Iran e Siria.
Poche volte nella storia si è tentato di stabilire uno stato Curdo, uno di questi tentativi fu la Repubblica di Mahabad, durata purtroppo soltanto da gennaio a dicembre del 1946 in Iran.
Nel 2003, durante la seconda guerra del Golfo, la parte settentrionale del paese, quella abitata dai Curdi, fu dichiarata zona d’interdizione al volo. Da allora i Curdi hanno istituito una regione autonoma con un proprio parlamento, un proprio esercito e una propria bandiera.
Tuttavia, il Kurdistan iracheno rimane ancora dipendente dal governo centrale iracheno. Da quando il conflitto contro il cosiddetto Stato islamico è finito, la richiesta di indipendenza si è rafforzata, e nel settembre 2017, la società curda ha votato un referendum in cui la maggioranza delle persone ha mostrato la volontà di avviare un processo per diventare uno stato indipendente. Nonostante ciò, la società curda non è omogenea e molti conflitti, come una guerra civile tra i due principali partiti politici negli anni ’90, hanno reso difficile raggiungere il cammino verso l’indipendenza e la stabilità generale.

Eugenio Grosso viaggia e lavora in tutto il paese, vivendo lì per circa 6 mesi. Il suo progetto, Kurdistan Memories, è una raccolta di diversi aspetti che compongono l’identità curda. Dalla politica all’economia, alla lotta militare, alla religione, all’occidentalizzazione e al patrimonio tradizionale.
Il libro è un resoconto dell’ esperienza vissuta dall’autore in questo contesto.

Domenica 9 dicembre 2018 – h11:30.
L’evento è gratuito per i soci di Magazzini Fotografici.

Vi ricordiamo che Magazzini Fotografici è un’Associazione di promozione sociale con obbligo legale di tesseramento. La tessera ha un costo di 5€ con validità fino al 31 dicembre 2018 o di 25€ con validità fino al 31 dicembre 2019.