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La nuova programmazione del nostro Cinemagazzini si basa su un particolare Focus su Letizia Battaglia: in proiezione, per la prima parte del 2020, una serie di docufilm per conoscere e studiare carriera e fotografia della prima fotoreporter italiana e per scoprire dettagli, storie e retroscena di alcune delle sue immagini in mostra fino all’8 marzo 2020.

Per il secondo appuntamento dell’anno avremo in proiezione:
Battaglia
regia di Daniela Zanzotto
2004 – 58 min
Il documentario restituisce un’immagine nitida e immediata della fotografa che, per necessità e volontà di cronaca, ha immortalato le stragi, il dolore e gli effetti devastanti dell’azione delle mafie a Palermo. Letizia Battaglia, sembra dire il film, scatta pensando al suo ruolo e realizzando le foto come se fossero domande a cui non si può non rispondere. La fotoreporter decide di stare nel mezzo tra la morte, quella violenta dei morti ammazzati, e il mondo, quello letto sul giornale del giorno dopo, restando in attesa, pronta a partire ad ogni squillo del telefono, ad ogni sparo per strada.

Letizia
regia di Andrea Rizzo Pinna e Simona La Marca
2016 – 13 min
Una breve intervista video, un ritratto di Letizia Battaglia realizzato durante la mostra “Anthologia” svolta presso la galleria Zac di Palermo.

Doppia proiezione: h19:00 e h21:00
Contributo richiesto ai soci: 3€
Prenotazioni a: admin@magazzinifotografici.it

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A partire da mercoledì 29 gennaio 2020 riparte Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna realizzata in partnership con filmOff/visioni cinefile che per quest’anno sarà interamente centrata sugli Strange Movies.

Il primo film in programma mercoledì 29 gennaio 2020 alle 20:30 è:

Le margheritine (Sedmikràsky)
regia: Věra Chytilová
Cecoslovacchia, 1966, colore, v.o. sott. ita., ’72 minuti

Nella Praga degli anni ’60, due sensuali adolescenti vagano senza scopo, mettendo a segno una serie di scherzi, dove il cibo, e attraverso di esso la seduzione, è prepotentemente in primo piano. Tra finti adescamenti a uomini di mezza età, abbuffate, sbornie e provocazioni di varia natura, le due si lasciano andare a folli rivolte verso la società dei consumi e contro il maschilismo dominante. Gioiellino degli anni ’60 della Nová vlna, movimento osteggiato dal regime di allora.

Ingresso GRATUITO per i soci 202o

Qui trovate tutti gli appuntamenti in programma e il pressbook della rassegna.

Per info e prenotazioni
admin@magazzinifotografici.it
filmoff.filmoff@gmail.com
+393381971084

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La nuova programmazione del nostro #Cinemagazzini inizia con un particolare Focus su Letizia Battaglia: in proiezione, per la prima parte del 2020, una serie di docufilm per conoscere e studiare carriera e fotografia della prima fotoreporter italiana e per scoprire dettagli, storie e retroscena di alcune delle sue immagini in mostra fino all’8 marzo 2020.

I primi due documentari in proiezione sono:
● La mia Battaglia
regia di Franco Maresco
Palermo: la fotografia, la malattia mentale dell’Ospedale Psichiatrico di via Pindemonte, la vita e la morte, l’amore e la vecchiaia. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla grande fotografa Letizia Battaglia in un “incontro ravvicinato” con Franco Maresco, che vede la luce dopo vent’anni di attesa. Il risultato è il racconto intenso e inedito di una città che la Battaglia ha reso nota al mondo per la sua violenza efferata ma senza dimenticare la grazia, l’innocenza e la voglia di non arrendersi.

● Amore Amaro
regia di Francesco Raganato
Il documentario porta il titolo di una delle più importanti mostre della
Battaglia (svoltasi nel 1986) che racchiudeva scatti, per lo più in bianco e nero, sulla miseria e sullo splendore di una città, Palermo, che l’ha sempre vista ritornare dalle sue esperienze in giro per il mondo, cedendo sempre, arresa, al suo sguardo.

Doppia proiezione: h19:00 e h21:00
Contributo richiesto ai soci: 3€
Prenotazioni a: admin@magazzinifotografici.it

cinema fotografia cineforum

Il 18 dicembre 2019, per il prossimo appuntamento con #Cinemagazzini, avremo in proiezione un doppio documentario su due grandi donne della fotografia internazionale:
● MASTERS OF PHOTOGRAPHY – DIANE ARBUS
regia: John Musilli
In questo documentario il lavoro della fotografa Diane Arbus è raccontato da sua figlia, dagli amici, dalla critica e dalle sue stesse parole scritte nei suoi diari prima di morire, un anno prima della produzione del documentario. Il documentario è illustrato con molte sue fotografie e descrive il suo peculiare modo di lavorare “senza l’aiuto di nessuno”, sempre attratta dallo strano, persone emarginate dalla società, gay e lesbiche, estremisti, persone con stili di gusto incerti in posa o in situazioni che ispirano ironia, in definitiva scene in cui la maggior parte delle persone preferisce guardare dall’altra parte.

● CINDY SHERMAN – #UNTITLED
regia: Clare Beavan
In questo film spiritoso e rivelatore, Cindy Sherman – ampiamente riconosciuta come uno dei più grandi artisti contemporanei viventi – concede una rara intervista al pluripremiato regista Clare Beavan.
In quattro decenni, Sherman ha utilizzato oggetti di scena e telecamere per creare una gamma mozzafiato di personaggi inventati – dalla sirena sullo schermo al clown all’invecchiante socialite – che evocano una serie di emozioni dallo shock al divertimento. Sherman appare in quasi tutte le fotografie che scatta, ma si allontana dai riflettori dei media e praticamente non appare mai sulla macchina fotografica.
Insieme a un raro accesso all’artista stessa, questo film parla di artisti, curatori e coloro che le sono più vicini durante la sua vita e carriera.

Doppia proiezione: h19:00 e h21:00
Contributo richiesto ai soci: 3€
Prenotazioni a: admin@magazzinifotografici.it

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Il 4 dicembre alle 20:30, per il nuovo appuntamento di Cinemagazzini&FilmOff – la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff – avremo in proiezione:
▶ AGENTE LEMMY CAUTION: MISSIONE ALPHAVILLE (ALPHAVILLE, UNE ÉTRANGE AVENTURE DE LEMMY CAUTION)
regia : Jean-Luc Godard
Francia 1965, b&n, v.o. sott.ita.,95 minuti

Personale e orwelliana rilettura della fantascienza orchestrata da Godard a partire dalle suggestioni poetiche de La capitale de la douleur di Paul Eluard, Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville è un’opera che non assomiglia a nulla, forse neanche nella filmografia del regista svizzero. Il pregio principale dei veri rivoluzionari del linguaggio, della sintassi e della logica non può essere ristretto “solo” alla capacità di stravolgere la prassi rinnovandola dalle fondamenta: la vera rivoluzione, al contrario, nasce proprio dalla volontà intrinseca di creare il nuovo utilizzando, rimasticando e a volte criticando il già esistente.
È partendo da questa riflessione che si può forse comprendere meglio, senza fermarsi alla mera superficie delle cose, il ruolo svolto all’interno della storia del cinema francese, europeo e mondiale da Jean-Luc Godard. Troppo facilmente ridotto a materia da museo in quanto (co)creatore di quel micro/macro-cosmo che fu la Nouvelle Vague, Godard ha in realtà attraversato gli ultimi cinquant’anni di storia del cinema schierandosi sempre e comunque dal lato meno “sicuro” della barricata; un’indole che deflagra in maniera incontrovertibile in Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution (1965) conosciuto dalle nostre parti con il titolo Agente Lemmy Caution: missione Alphaville.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019
Per info e prenotazioni: admin@magazzinifotografici.it

Koudelka-shooting-Holy-Land

Per il nuovo appuntamento con #cineMAGAZZINI,  in proiezione il 13 novembre alle 19:00 e alle 21:00 il docufilm:

• KOUDELKA, SHOOTING HOLY LAND
regia: Gilad Baram
Repubblica Ceca 2015 , colori , v.o. sott.ita., 76 minuti

Uno sguardo intimo nel processo creativo di Josef Koudelka, uno dei più grandi maestri viventi della fotografia. Il regista israeliano Gilad Baram ha seguito Koudelka nel suo viaggio fotografico attraverso Israele e Palestina, alla ricerca del momento più sincero in cui far emergere la verità di uno scatto.
Quarant’anni dopo aver catturato le immagini iconiche dell’invasione sovietica di Praga nel 1968, il leggendario fotografo ceco della Magnum arriva in Israele e in Palestina. Vedendo per la prima volta il muro alto nove metri costruito da Israele nella West Bank, lo sgomento lo assale, fino a spingerlo ad intraprendere un progetto quadriennale nella regione che lo metterà difronte alla dura realtà della violenza e del conflitto.
Il regista Gilad Baram, all’epoca assistente di Koudelka, lo segue nel suo viaggio attraverso la Terra Santa da una posizione enigmatica e al tempo stesso spettacolare. Ogni luogo nasconde nuovi scatti e nuove potenziali scene, emerge così un affascinante dialogo tra la cinematografia di Baram e le fotografie di Koudelka, immagini austere e mai violente di un paesaggio scolpito da muri di cemento e filo spinato, un ritratto intenso di una regione profondamente scossa dalle tensioni religiose e razziali.

Doppia proiezione h19:00 e h21:00
Contributo richiesto ai soci 2019: 3€

Prenotazioni a: admin@magazzinifotografici.it

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Il 6 novembre alle 20:30, per il nuovo appuntamento di Cinemagazzini&FilmOff – la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff – avremo in proiezione:

Francia 1967, colore, v.o. sott.ita., 103 minuti
Julie vede l’amato Davide morire sulle scale della chiesa subito dopo averlo sposato. Responsabili dell’involontario omicidio sono quattro uomini ai quali la donna risalirà per vendicare il marito assassinato.
«La suspense è in sé spettacolo. È l’arte di mettere il pubblico nell’azione, facendolo partecipare al film.» La magia tutta de La Sposa in Nero risiede nelle parole del suo regista, rarissimo caso di cineasta capace di coinvolgere chi guarda nonostante le carte del gioco siano scoperte già in partenza. Nell’adattare per il grande schermo il primo tassello della serie nera data alle stampe da Cornell Woolrich, Francois Truffaut apporta ai meccanismi del testo d’origine una sola ma significativa modifica: lì dove il romanziere occultava, tenendo nascoste fino all’ultimo capitolo identità e motivazioni della protagonista, Truffaut rivela; mettendo progressivamente al corrente del perché, la magnetica Julie, è spinta dal desiderio di vendetta nei confronti dei cinque scapestrati che nell’originale si facevano chiamare i “diavoli del venerdì sera”.
Un rischio che, da calcolato, si trasforma ben presto in fragoroso punto di forza. Truffaut, passando dalle parole ai fatti, riscrive letteralmente le regole di un genere all’interno del quale lo spettatore diventa elemento essenziale, perché coinvolto in prima persona nella narrazione attraverso il crescente sentimento di patteggiamento nei confronti dell’innamorata vendicatrice.

| La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019 |
Per info e prenotazioni: admin@magazzinifotografici.it

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Il 16 settembre ritorna la rassegna di Magazzini Fotografici dedicata alla fotografia al cinema.
In proiezione:
• WAR PHOTOGRAPHER
regia: Christian Frei
USA 2001, b&w, v.o. sott.ita., 96 minuti
È stato distribuito e presentato a vari festival nel 2001 “War Photographer” di Christian Frei, che ha seguito James Nachtwey, il più famoso fotografo di guerre al mondo, per un paio di anni.
Particolare l’utilizzo per la prima volta proprio in questo reportage di una telecamera montata sulla fotocamera di Nachtwey per simulare la stretta visione possibile al fotografo inquadrando le concitate scene di guerra. Anche questo fattore, oltre che alle qualità del lavoro del fotografo in questione, e alla pericolosità dei momenti delle riprese durante la guerriglia palestinese, ha contribuito a rendere famoso questo documentario che per altri versi appare un po’ demagogico e filmograficamente perfettibile.
 
Doppia proiezione h19:00 e h21:00
Contributo richiesto ai soci 2019: 3€
 
Prenotazioni a: admin@magazzinifotografici.it
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Il 9 ottobre alle 20:30 vi aspettiamo con il nuovo appuntamento di Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff.

Per il secondo appuntamento della nuova stagione avremo in proiezione:
• LA CALDA AMANTE (LA PEAU DOUCE)
regia: François Truffaut
Francia 1964, b&n, v.o. sott.ita., 119 minuti

Sebbene oggi sia ritenuta dai critici cinematografici una delle pellicole più intense di François Truffaut, “La calda amante” si rivela in realtà un vero e proprio fiasco al momento della sua presentazione al Festival di Cannes del 1964.
Dopo l’eclatante successo di “Jules et Jim”, pubblico e critica si aspettavano da Truffaut un’altra pellicola che in qualche modo ne ricalcasse le tematiche; il regista invece, sorprendendo e soprattutto deludendo tutti quanti, si presentò con “La calda amante”: un film in cui la narrazione dell’amore perde i toni spensierati tipici della giovinezza per caricarsi di quelli cupi e decisament e più complessi di una storia di adulterio.
La pellicola tratta infatti di un sofferto triangolo amoroso destinato a finire in tragedia e, nonostante sia stata girata quasi mezzo secolo fa, oggi ci appare tutt’altro che datata per la raffinata narrazione dei profili psicologici dei soggetti coinvolti nella vicenda.
In una sceneggiatura che non brilla per originalità per quasi l’intera durata della pellicola, il modo in cui viene sviluppato il personaggio della moglie riesce a spiazzarci e, contemporaneamente, a far virare inaspettatamente il genere del film dal melodramma al noir.
Sebbene Franca ci venga presentata come l’elegante e premurosa moglie di un imprenditore di successo, rivestendo una funzione quasi decorativa, è però nel momento in cui prende coscienza dell’infedeltà del marito che assume immediatamente un diverso spessore, al punto che la vediamo meditare lentamente e attuare con freddezza l’omicidio di Pierre.
Girato in poco più di due mesi tra Parigi, Orly, Reims e Lisbona, “La calda amante” uscì in Italia in una versione tagliata di circa venti minuti rispetto a quella francese e, soprattutto, con un titolo che non aveva nulla a che vedere con il messaggio che desiderava lanciare quello originale, la cui traduzione recita “La pelle morbida”.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019
Per info e prenotazioni: admin@magazzinifotografici.it

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#cineMAGAZZINI, la nostra rassegna dedicata ai docufilm fotografici ritorna il 25 settembre con in proiezione:
• 24 FRAMES
regia: Abbas Kiarostami
Iran, Francia 2016 , colori , v.o. sott.ita., 114 minuti
 
“Mi sono sempre chiesto a quale grado l’artista punti per rappresentare la realtà di una scena. I pittori catturano solo un frame della realtà e nulla prima o dopo di esso. Per questo film ho deciso di usare foto che ho scattato nel corso degli anni. Ci ho aggiunto 4 minuti e 30 secondi di ciò che immaginavo avrebbe potuto essere accaduto o accadere prima o dopo l’immagine che avevo catturato”.
Si potrebbe definirlo un testamento ma è di fatto qualcosa di diverso e di più significativo.
Il cinefilo, perché non è certo al pubblico tout court a cui Kiarostrami si rivolge, viene invitato a lasciarsi accompagnare in 24 stazioni di un percorso che fonde le origini del cinema con il suo futuro. Perché quasi tutte le 24 inquadrature sono fisse come quelle del cinema dei Lumière ma l’intervento che viene operato su di esse è spesso supportato dalle tecnologie attuali più avanzate.
L’apertura è dedicata a un capolavoro della pittura, quel “Cacciatori nella neve” di Pieter Bruegel il Vecchio che consente anche un omaggio (non si sa se esplicito o inconscio) ad Andrej Tarkovskij e al suo Lo specchio in cui si riproduceva il quadro con personaggi reali. Qui un camino inizia a fumare, i corvi si librano nel cielo
gracchiando, un cane si aggira intorno mentre inizia a nevicare.
I corti si susseguono, scanditi dalla numerazione e in essi prevale la presenza della Natura sia sotto forma animale che come manifestazione degli elementi. Lo sguardo ritrova il tempo per percorrere le inquadrature accompagnato da suoni e rumori e, talvolta, da musiche in frames in cui un efficace bianco e nero prevale.”
 
Doppia proiezione h19:00 e h21:00
Contributo richiesto ai soci 2019: 3€
Prenotazioni a: admin@magazzinifotografici.it