locandina sito e fb strangemovies2021-2022

 

A partire da mercoledì 14 ottobre 2021 alle 18:00 ritorna Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna realizzata in partnership con filmOff/visioni cinefile.
Dopo il difficile periodo che ci ha costretti ad interrompere la programmazione, finalmente riprendiamo i nostri appuntamenti con il cinema, che per quest’anno sono interamente dedicati agli Strange Movies, i film più strani, assurdi, folli, bizzarri, eccentrici, diversi dal solito, fuori dai normali canoni cinematografici.
Con gli “strange movies” vedremo, dal punto di vista della regia o della storia, film grotteschi, minimalisti, sperimentali, visionari e surreali, per una “ricerca & sperimentazione nel cinema”.

Ecco le proiezioni in programma:

  • giovedì 14 ottobre 2021 – ore 18.00
    The forbidden room

    regia: Guy Maddin & Evan Johnson
    canada, 2015, colore, v.o. sott. ita., ‘120 minutiCome si fa il bagno? Un uomo ci spiega la storia e le origini del rituale sociale più ovvio del mondo. Dalle acque insaponate della vasca da bagno sprofondiamo negli abissi oceanici, dove l’equipaggio di un sottomarino sta rischiando la vita: l’ossigeno sta per finire, ma è impossibile riemergere perché la gelatina esplosiva che sta trasportando potrebbe esplodere. All’improvviso, compare dal nulla un boscaiolo, ignaro di quello che sta succedendo e di come sia finito lì…Questo è solo l’inizio di un viaggio nelle profondità, più metaforiche, della narrazione, a cui veniamo introdotti dagli autori di The Forbidden RoomGuy Maddine il suo aiuto regista, Evan Johnson.
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  • giovedì 11 novembre – ore 18.00
    Dawson city: frozen time
    regia: Bill Morrison
    canada, 2015, colore, v.o. sott. ita., ‘120 minutiDawson City, Yukon, Canada. Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti, è l’ultimo avamposto della civiltà yankee (nel tumulto della corsa all’oro e della creazione di nuove ricchezze). C’è una sala cinematografica e i film arrivano, con anni di ritardo; poi però rispedire indietro le pellicole è troppo costoso. A fine anni Settanta, scavi in quella che era stata una piscina e poi un campo da hockey ne riportano alla luce un piccolo giacimento, preservato nel ghiaccio. In molti casi, si tratta di film dati per perduti. Bill Morrison recupera questo prezioso found footage, lo monta insieme a fotografie e altri materiali filmati d’epoca, lo affida alle musiche ipnotiche di Alex Somers, per raccontare l’incredibile storia del ritrovamento d’una collezione e insieme lo snodo cruciale della nascita d’una nazione, tra spirito d’avventura e impulso capitalista. Costruendo allo stesso tempo uno struggente poema, per immagini e musica, sulla fragile eternità del cinema.
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  • giovedì 16 dicembre – ore 18.00
    La antena
    regia: Esteban Sapir
    L’idea del popolo a cui sono state tolte le voci ma non le parole e Sapir ha avuto una grandiosa intuizione per la messa in scena: dato che nella città, da quando è stata assoggettata da Mr. Tv, regna un silenzio assoluto nel quale le persone si parlano leggendosi le labbra, il regista ha deciso di girare la pellicola come fosse un film muto
    e in bianco e nero. In questo modo richiami e omaggi al cinema degli anni ’20 sono davvero enormi, ma non per questo il film si riduce ad un puro esercizio di stile.
    Infatti, fra scenografie che richiamano l’espressionismo tedesco (alcune tra l’altro realizzate in maniera originale con fogli di giornali pieni di articoli e fotografie – vedi le montagne fra le quali è situata l’antenna), musiche che riportano perfettamente in vita i nomi di Lang, Murnau, Dreyer e chi più ne ha più ne metta, e inserimenti surrealisti degni del miglior Dalì, Sapir si diletta anche con iniezioni di modernità, come ad esempio le didascalie dei dialoghi (che ricordano molto i balloon dei fumetti) che fuoriescono da megafoni sotto forma di onde sonore o che seguono i personaggi mentre essi pronunciano le proprie battute. La trama, pur riprendendo pesantemente
    le atmosfere orwelliane di 1984, riesce ad essere nel complesso veramente originale.
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  • giovedì 13 gennaio 2021 – ore 18.00
    The thief (la spia)
    regia: Russell Rouse
    Film noir/thriller molto particolare poiché totalmente privo di dialoghi, tranne qualche risata verso dei personaggi, qualche suono ambientale, è presente sia musica interna che esterna. Tutto giocato sulla suspense, è un film che vive di gesti, di movimenti, di primi piani e di occhiate (del protagonista, sopratutto, il quale interagisce con gli altri personaggi). Dai tempi dilatati, ha verso il finale, un ritmo incalzante e teso che inquieta lo spettatore. In generale gli fa vivere comunque la stessa ansia de protagonista, diviso tra sigarette e alcol nella notte newyorkese o nella
    giornata all’interno di grattacieli. Ottimo come sempre Ray Milland nel ruolo di un uomo alle strette, quasi perduto e sulla strada dell’alienazione . Qui deve recitare con lo sguardo, il volto è credibile, intenso. Bravi anche gli altri attori di contorno. Tutti sono aiutati da una regia di polso, una sceneggiatura ispirata, da un montaggio tutto su campi e controcampi. Un film claustrofobico, con una bellissima fotografia in bianco e nero.
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  • giovedì 10 febbraio 2021 – ore 18.00
    Favula
    regia: Raùl Perrone
    Due fratelli, una bellissima ragazza, un esercito, una strega e un uomo che potrebbe essere suo marito. Questi personaggi camminano nella giungla, anche se a volte l’azione si svolge in una casa inospitale. Non succederà nulla, tranne una cosa scandalosa: la ragazza verrà venduta. Un’economia selvaggia? Un occhiolino indiretto sulla popolarità della schiavitù sessuale nelle regioni marginali dell’Argentina? Il minimalismo narrativo e i pochi dialoghi pronunciati in un linguaggio inesistente hanno la loro controparte in un notevole massimalismo formale: la giungla, la pioggia e il suono del lampo sono giustapposti a una colonna sonora musicale che stimola un modo di ascoltare, vicino a un incantesimo; le dissolvenze tra le figure umane e l’ecosistema scelto si interrompono con le proporzioni abituali e le simmetrie naturali e inoltrano quell’ordine visibile a un universo onirico e mitico, mai visto prima…
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  • giovedì 10 marzo 2021 – ore 18.00
    Happy end
    regia: Oldrich Lipsky
    L’originalità del film risiede nel fatto di partire dalla fine (la condanna a morte tramite ghigliottina) e di procedere a ritroso nella vita del protagonista Bedrich, fino ad arrivare alla sua infanzia, con tanto di dialoghi al contrario e situazioni rovesciate; nonostante il ribaltamento della situazione, l’inserimento, in alcune scene, della voce
    fuori campo del protagonista permette al film di procedere secondo una logica curiosa ma ben delineata.
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  • giovedì 14 aprile 2021 – ore 18.00
    Il barone di munchhausen
    regia: Karel Zeman
    E’ la trasposizione romanzata del celebre romano di Rudolph Erich Raspe (1736-1794), una commistione tra attori, figure animate, scenografie surrealiste, atmosfere rococò, gotiche, dove il manierismo non prende mai piede. Il cineasta ceco riprende uno stile riallacciatosi all’immaginario antico e moderno, pronunciandosi in una visione che mima l’arte della prestidigitazione cara a Georges Melies, combinando un’avventura che, vedendolo a distanza di anni, dopo la visione delle costosissime produzioni di Peter Jackson e l’estetica da circense di Terry Gilliam, riporta alla mente una concezione di cinema povero, immersa nel contesto di un’illusione immaginifica che non tende mai a strafare, ma sorprendere per audacia e senso plastico dell’invenzione.
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  • giovedì 12 maggio 2021 – ore 18.00
    Trans-europ-express
    regia: alain robbe-grillet
    Trans-Europ-Express non è un film lineare, ma è costituito come un “work in progress”, perché mostra il regista e i suoi assistenti al lavoro sulla costruzione della trama del film, e la visualizzazione della stessa trama, compresi ripensamenti e modifiche; i tre viaggiatori analizzano l’intreccio, mettendo così a nudo i meccanismi narrativi fino a sovvertire la costruzione del racconto. In questo modo il regista tenta di trasportare dalla letteratura al cinema quella che lui stesso definì «regola dell’oscurità», in base alla quale il senso della narrazione si può cercare solo a posteriori e non a partire da un contenuto predeterminato dall’autore.
    L’uso di una certa dose di ironia rende l’esercizio intellettuale del regista leggero e godibile e lo trasforma in una sorta di gioco dalle caratteristiche quasi infantili, in cui si cambiano continuamente i caratteri dei personaggi e la struttura della trama.

Qui potete scaricare la locandina dell’intera rassegna e il pressbook.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2021 Magazzini Fotografici.

Prenotazione obbligatoria. Le proiezioni si svolgeranno nel rispetto dei termini e condizioni vigenti per l’emergenza sanitaria COVID-19 in corso. Obbligo presentazione Green Pass o tampone negativo nelle 48h precedenti la manifestazione.

Per info e prenotazioni
admin@magazzinifotografici.it
filmoff.filmoff@gmail.com
+393381971084

Magazzini Fotografici
Via San giovanni in porta, 32 – 80139 Napoli

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In arrivo il secondo appuntamento con Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna realizzata in partnership con filmOff/visioni cinefile. Per quest’anno sarà interamente centrata sugli Strange Movies, i film più strani, assurdi, folli, bizzarri, eccentrici, diversi dal solito, fuori dai normali canoni cinematografici. In questa rassegna “strangemovies” vedremo dal punto di vista della regia o della storia, film grotteschi, minimalisti, sperimentali,visionari, surreali, per una”ricerca & sperimentazione nel cinema”
 
Il secondo film in programma mercoledì 19 febbraio 2020 alle 20:30 è:
▸ Jane B. par Agnès V.
regia: Agnès Varda
Francia, 1987, colore, v.o. sott. ita., ‘100 minuti
L’obiettivo di Agnès Varda in Jane B. par Agnès V. (1988) è ambizioso: reinventare il modo di filmare una biografia. Non più quindi il classico stile documentaristico, con il protagonista che si rivolge alla cinepresa raccontando la sua vita, corroborato da
immagini descrittive e testimonianze altrui, ma qualcosa di diverso. L’idea, molto cinematografica e molto nouvelle vague, è che si possa rendere più fedelmente l’essenza di una persona con l’artificio che attraverso il presunto realismo di un approccio descrittivo. E così la pellicola alterna alcune scene in cui la protagonista Jane Birkin parla di sé, in maniera se non recitata senz’altro molto studiata, ad altre in cui interpreta brevemente vari ruoli fra i più ostentatamente disparati, da Giovanna d’Arco a Calamity
Jane. Appaiono anche, poco più che comparse, l’ex compagno Serge Gainsbourg e le figlie (a loro volta future icone di stile) Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon.
 
Ingresso GRATUITO per i soci 2020

Qui trovate tutti gli appuntamenti in programma e il pressbook della rassegna.

Per info e prenotazioni
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A partire da mercoledì 29 gennaio 2020 riparte Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna realizzata in partnership con filmOff/visioni cinefile che per quest’anno sarà interamente centrata sugli Strange Movies.

Il primo film in programma mercoledì 29 gennaio 2020 alle 20:30 è:

Le margheritine (Sedmikràsky)
regia: Věra Chytilová
Cecoslovacchia, 1966, colore, v.o. sott. ita., ’72 minuti

Nella Praga degli anni ’60, due sensuali adolescenti vagano senza scopo, mettendo a segno una serie di scherzi, dove il cibo, e attraverso di esso la seduzione, è prepotentemente in primo piano. Tra finti adescamenti a uomini di mezza età, abbuffate, sbornie e provocazioni di varia natura, le due si lasciano andare a folli rivolte verso la società dei consumi e contro il maschilismo dominante. Gioiellino degli anni ’60 della Nová vlna, movimento osteggiato dal regime di allora.

Ingresso GRATUITO per i soci 202o

Qui trovate tutti gli appuntamenti in programma e il pressbook della rassegna.

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A partire da mercoledì 29 gennaio riparte Cinemagazzini&FilmOff la nostra rassegna realizzata in partnership con  filmOff/visioni cinefile.  Per quest’anno sarà interamente centrata sugli Strange Movies, i film più strani, assurdi, folli, bizzarri, eccentrici, diversi dal solito, fuori dai normali canoni cinematografici. In questa rassegna “strangemovies” vedremo dal punto di vista della regia o della storia, film grotteschi, minimalisti, sperimentali,visionari, surreali, per una”ricerca & sperimentazione nel cinema”

Ecco le proiezioni in programma:

  • mercoledì 29 gennaio 2020 – ore 20,30
    Le margheritine (Sedmikràsky)
    regia: Vera Chytilova
  • mercoledì 19 febbraio – ore 20.30
    Jane b. par Agnès V.
    regia: Agnès Varda
  • mercoledì 11 marzo – ore 20.30
    El topo
    regia: Alejandro Jodorowsky
  • mercoledì 15 aprile – ore 20.30
    The forbidden room
    regia: Guy Maddin &  Evan Johnson
  • mercoledì 20 maggio – ore 20.30
    Dawson city: frozen time
    regia: Bill Morrison
  • mercoledì 24 giugno – ore 20.3o
    La antena
    regia: Esteban Sapir
  • Settembre con date da stabilire:
    The thief (la spia)
    regia: Russell Rouse
  • Ottobre con date da stabilire:
    Favula
    regia: Raùl Perrone
  • Novembre con date da stabilire:
    Happy end
    regia: Oldrich Lipsky
  • Dicembre con date da stabilire:
    Il barone di munchhausen
    regia: Karel Zeman

Qui potete scaricare la locandina dell’intera rassegna e il pressbook.

Qui trovate l’articolo di Alias,

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Sta per arrivare la nuova rassegna realizzata in partnership con filmOff/visioni cinefile! Per quest’anno sarà interamente centrata sui film più strani, assurdi, folli, bizzarri, eccentrici, diversi dal solito, fuori dai normali canoni cinematografici. In questa rassegna “strangemovies” vedremo dal punto di vista della regia o della storia, film grotteschi, minimalisti, sperimentali,visionari, surreali, per una”ricerca & sperimentazione nel cinema”

Primo appuntamento previsto per mercoledì 29 gennaio. Presto maggiori dettagli!

Per info:
admin@magazzinifotografici.ti
filmoff.filmoff@gmail.com

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Il 4 dicembre alle 20:30, per il nuovo appuntamento di Cinemagazzini&FilmOff – la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff – avremo in proiezione:
▶ AGENTE LEMMY CAUTION: MISSIONE ALPHAVILLE (ALPHAVILLE, UNE ÉTRANGE AVENTURE DE LEMMY CAUTION)
regia : Jean-Luc Godard
Francia 1965, b&n, v.o. sott.ita.,95 minuti

Personale e orwelliana rilettura della fantascienza orchestrata da Godard a partire dalle suggestioni poetiche de La capitale de la douleur di Paul Eluard, Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville è un’opera che non assomiglia a nulla, forse neanche nella filmografia del regista svizzero. Il pregio principale dei veri rivoluzionari del linguaggio, della sintassi e della logica non può essere ristretto “solo” alla capacità di stravolgere la prassi rinnovandola dalle fondamenta: la vera rivoluzione, al contrario, nasce proprio dalla volontà intrinseca di creare il nuovo utilizzando, rimasticando e a volte criticando il già esistente.
È partendo da questa riflessione che si può forse comprendere meglio, senza fermarsi alla mera superficie delle cose, il ruolo svolto all’interno della storia del cinema francese, europeo e mondiale da Jean-Luc Godard. Troppo facilmente ridotto a materia da museo in quanto (co)creatore di quel micro/macro-cosmo che fu la Nouvelle Vague, Godard ha in realtà attraversato gli ultimi cinquant’anni di storia del cinema schierandosi sempre e comunque dal lato meno “sicuro” della barricata; un’indole che deflagra in maniera incontrovertibile in Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution (1965) conosciuto dalle nostre parti con il titolo Agente Lemmy Caution: missione Alphaville.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019
Per info e prenotazioni: admin@magazzinifotografici.it

Copia di immagine per sito MAG

Il 6 novembre alle 20:30, per il nuovo appuntamento di Cinemagazzini&FilmOff – la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff – avremo in proiezione:

Francia 1967, colore, v.o. sott.ita., 103 minuti
Julie vede l’amato Davide morire sulle scale della chiesa subito dopo averlo sposato. Responsabili dell’involontario omicidio sono quattro uomini ai quali la donna risalirà per vendicare il marito assassinato.
«La suspense è in sé spettacolo. È l’arte di mettere il pubblico nell’azione, facendolo partecipare al film.» La magia tutta de La Sposa in Nero risiede nelle parole del suo regista, rarissimo caso di cineasta capace di coinvolgere chi guarda nonostante le carte del gioco siano scoperte già in partenza. Nell’adattare per il grande schermo il primo tassello della serie nera data alle stampe da Cornell Woolrich, Francois Truffaut apporta ai meccanismi del testo d’origine una sola ma significativa modifica: lì dove il romanziere occultava, tenendo nascoste fino all’ultimo capitolo identità e motivazioni della protagonista, Truffaut rivela; mettendo progressivamente al corrente del perché, la magnetica Julie, è spinta dal desiderio di vendetta nei confronti dei cinque scapestrati che nell’originale si facevano chiamare i “diavoli del venerdì sera”.
Un rischio che, da calcolato, si trasforma ben presto in fragoroso punto di forza. Truffaut, passando dalle parole ai fatti, riscrive letteralmente le regole di un genere all’interno del quale lo spettatore diventa elemento essenziale, perché coinvolto in prima persona nella narrazione attraverso il crescente sentimento di patteggiamento nei confronti dell’innamorata vendicatrice.

| La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019 |
Per info e prenotazioni: admin@magazzinifotografici.it

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Il 9 ottobre alle 20:30 vi aspettiamo con il nuovo appuntamento di Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff.

Per il secondo appuntamento della nuova stagione avremo in proiezione:
• LA CALDA AMANTE (LA PEAU DOUCE)
regia: François Truffaut
Francia 1964, b&n, v.o. sott.ita., 119 minuti

Sebbene oggi sia ritenuta dai critici cinematografici una delle pellicole più intense di François Truffaut, “La calda amante” si rivela in realtà un vero e proprio fiasco al momento della sua presentazione al Festival di Cannes del 1964.
Dopo l’eclatante successo di “Jules et Jim”, pubblico e critica si aspettavano da Truffaut un’altra pellicola che in qualche modo ne ricalcasse le tematiche; il regista invece, sorprendendo e soprattutto deludendo tutti quanti, si presentò con “La calda amante”: un film in cui la narrazione dell’amore perde i toni spensierati tipici della giovinezza per caricarsi di quelli cupi e decisament e più complessi di una storia di adulterio.
La pellicola tratta infatti di un sofferto triangolo amoroso destinato a finire in tragedia e, nonostante sia stata girata quasi mezzo secolo fa, oggi ci appare tutt’altro che datata per la raffinata narrazione dei profili psicologici dei soggetti coinvolti nella vicenda.
In una sceneggiatura che non brilla per originalità per quasi l’intera durata della pellicola, il modo in cui viene sviluppato il personaggio della moglie riesce a spiazzarci e, contemporaneamente, a far virare inaspettatamente il genere del film dal melodramma al noir.
Sebbene Franca ci venga presentata come l’elegante e premurosa moglie di un imprenditore di successo, rivestendo una funzione quasi decorativa, è però nel momento in cui prende coscienza dell’infedeltà del marito che assume immediatamente un diverso spessore, al punto che la vediamo meditare lentamente e attuare con freddezza l’omicidio di Pierre.
Girato in poco più di due mesi tra Parigi, Orly, Reims e Lisbona, “La calda amante” uscì in Italia in una versione tagliata di circa venti minuti rispetto a quella francese e, soprattutto, con un titolo che non aveva nulla a che vedere con il messaggio che desiderava lanciare quello originale, la cui traduzione recita “La pelle morbida”.

La partecipazione è GRATUITA per i soci 2019
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Il 18 settembre alle 20:30 vi aspettiamo, in anteprima sulla riapertura stagionale, per inaugurare la nuova stagione di Cinemagazzini&FilmOff, la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague realizzata in partnership con filmOff.

Per il primo appuntamento della nuova stagione partiamo con una doppia proiezione:
1 • IL DISPREZZO (LE MÉPRIS)
regia: Jean-Luc Godard
Francia 1963, colore,103 minuti
Tratto dall’omonimo romanzo del 1954 di Alberto Moravia.

“Il disprezzo offre a Godard, per la prima volta, la possibilità di parlare direttamente del mondo del cinema, delle relazioni ambigue intrattenute fra un produttore, un cineasta, uno sceneggiatore e una diva […]. Come ha confidato lo stesso Moravia a Enzo Siciliano, il suo romanzo è ispirato a una disavventura accaduta nella vita dello scrittore Vitaliano Brancati, che il romanziere ha incrociato durante un’esperienza comune, perché ha assistito da vicino alla preparazione di Ulisse, girato da Mario Camerini nel 1953 con Kirk Douglas e Silvana Mangano. Brancati, che lavorava per il cinema in modo esclusivamente mercenario, allo scopo di poter offrire una casa a sua moglie, si è visto lasciare da questa proprio il giorno stesso in cui è riuscito ad acquistarla. Ecco un secondo aspetto del romanzo che interessa Godard: l’anatomia del fallimento di una coppia. Come, bruscamente, ciò che era amore si trasforma in indifferenza, e peggio ancora, in “disprezzo” per l’altro… Quali sono i meccanismi improvvisi ma irrimediabili del disamore? Per Godard cineasta […] da lungo tempo affascinato dai legami fra il denaro e l’arte, come per Godard marito di Anna Karina, quest’uomo che sente la moglie sfuggirgli, Il disprezzo rappresenta allora un doppio soggetto di interesse, quasi autobiografico. […]”
Antoine de Baecque, Godard. Biographie, Grasset, Paris 2010

&
2 • PAPARAZZI
regia: Jacques Rozier
Francia 1963, b&n, v.o. sott.ita., 18 minuti

“Jacques Rozier gira Paparazzi nel 1963, a Capri, a margine della lavorazione del film di Jean-Luc Godard
Il disprezzo. Godard aveva conosciuto Rozier scoprendo nel 1958 il suo Blue Jeans. Nel frattempo Rozier ha realizzato Adieu Philippine (Desideri nel sole, 1962), e l’amicizia tra i due, nonché il loro comune coinvolgimento nella nouvelle vague, incoraggiano Rozier a proporsi a Godard come autore del making del suo film.
Il disprezzo è un film particolarmente atteso: vi s’incontrano due figure opposte del cinema, la star incontestata del cinema francese del momento e il giovane cineasta della nouvelle vague. Rozier scopre la quantità di fotografi che inseguono la star, e che, da quando Fellini li ha battezzati così, si chiamano paparazzi, termine sconosciuto in Francia.Sulla base di una ricostruzione documentaria (il film comincia con
l’incontro a Capri tra Brigitte Bardot e Jean-Luc Godard), Rozier propone senza indugi, in modo originale e calcolato insieme, grazie a un gioco di campi e controcampi, un dialogo tra B.B. e tre paparazzi. Con una regia e un montaggio particolarmente dinamico, che danno al film un carattere di modernità sempre attuale.
E una colonna sonora che fa vivacemente la sua parte: rumori e parole che si accavallano in piena libertà. Mentre la musica dà ritmo e cadenza alle inquadrature. Il ritmo sostenuto del film accompagna la tensione tra paparazzi e troupe. Rozier è divertito da questo clima nervoso, al quale dà un’impronta estrosa e burlesca, una tonalità che ritroveremo nella maggioranza dei suoi film.Come Renoir e Vigo, Rozier è un cineasta libero.
Osserva costantemente con sguardo distaccato e divertito il mondo che va scoprendo, e che traduce in immagini con la sua poesia e con la complicità di personaggi carismatici o pittoreschi.”
Hervé Pichard

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L’ 8 maggio alle 20:30 ritorna la nostra rassegna dedicata alla cine-fotografia della Nouvelle Vague, realizzata in partnership con filmOff.
 
Il film in proiezione è:
• Jules et Jim di François Truffaut
Grande classico della Nouvelle Vague, il film del 1962 è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché.
 
TRAMA:
Ambientato a Parigi, nel 1907, racconta la storia di due studenti, l’austriaco Jules, e il francese Jim, legati da una profonda amicizia, perché accomunati dagli stessi gusti artistici e letterari. Il loro legame viene sconvolto dall’incontro casuale con Catherine, ma la loro amicizia resiste, anche se la donna si lega ad entrambi. Nè questa passione comune, nè lo scoppio della Guerra, riusciranno a dividere i due amici.
 
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