Apice vecchia, distrutta dal terremoto del 1962 in Irpinia, è un luogo abbandonato da più di cinquanta anni e rimasto da quel momento inaccessibile, vuoto, isolato. Ma qualcosa di vivo ancora sembra respirare. Sono i volti degli abitanti, impressi su negativi e lastre di vetro.
I protagonisti e le loro storie sono raccolti in uno storytelling dalla plurima leggibilità.
Il progetto Apice può essere interpretato in un quadro globale attraverso una lettura d’insieme; individuale seguendo la ricostruzione delle storie di ogni singolo soggetto; per concetto attraverso una lettura inconscia ma metodologica messa in atto dal fruitore.
Un cimitero di ritratti del passato ridesta l’anima sopita del paese. Riemerse dalle tenebre, queste “presenze” misteriose ci comunicano la loro eternità e lo fanno nonostante i segni del tempo lasciati dalla muffa che ne copre i volti e le figure, ma non riesce a cancellarne il passaggio.
Il progetto vuole liberarne le anime e farle rivivere in questo luogo/non luogo.
L’umanità estirpata dalle proprie radici continua a vagare inquieta nei suoi territori, in quei luoghi che considera casa.
Lastre di vetro, negativi medio formato, negativi 35mm ritrovati sul retro di un negozio di bare, sepolte dal terreno umido.
Le fotografie recuperate convivono al fianco di negativi, prodotti dall’autrice, di luoghi e paesaggi di Apice vecchia.
Valeria Laureano, li sotterra e restituisce alle immagini di oggi quel velo di distruzione e nostalgia che abita il paese.

BIOGRAFIA

Valeria Laureano nasce nel 1989 a Napoli.
Nel 2011 si laurea alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere con indirizzo Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Salerno.
Dal 2011 al 2014 frequenta un Master triennale di fotografia (Scuola Romana di Fotografia, Roma).
L’interesse per la realizzazione di progetti personali e ricerche autoria- li diviene sempre più forte nel corso del suo periodo di formazione.
I suoi recenti lavori ruotano attorno al ricordo e alla memoria perduta e ritrovata, temi che l’autrice affronta con approccio intimistico. Lavora dal 2017 con lo spazio espositivo Magazzini Fotografici in qualità di coordinatrice e fotografa.