TOTALE

In occasione del mese dedicato alla donna, Magazzini Fotografici, che nasce con l’intento di dare un luogo fisico alla Fotografia, presenta:

Who knows whats going on in the ladies parlour!

mostra di sette autrici italiane under 35 che inaugurerà l’8 marzo 2018 alle ore 19.00

Considerazioni direzione artistica, Yvonne De Rosa

Magazzini Fotografici nasce con l’intento di dare un luogo fisico alla Fotografia, uno spazio non  digitale. Ultimamente sui social siamo tutti curatori ed editori, in pochi secondi decidiamo se un’immagine vale o meno un nostro cenno di approvazione ed ancora minor tempo e’ dedicato alla contemplazione dell’ immagine scelta. Curare una mostra e’ una responsabilità, scegliere quali foto vale la pena di guardare, su quali soffermarsi è il prodotto di un continuo studio di una sintassi che tutti dovremmo masticare per raggiungere una consapevole etica della visione.
Who knows what’s going on in the ladies parlour! è uno spaccato della visione al femminile e Roberta Fuorvia ha avuto il compito di selezionare e curare per Magazzini Fotografici un piccolo salotto, un luogo dove verranno mostrate sette giovani autrici e dove sara’ possibile dibattere, incontrarsi e godere del privilegio del tempo passato davanti alla carta stampata.
Il suo lavoro capace, attento ed appassionato completa l’ orgoglio che provo avendo la possibilità  di mostrare, grazie a Magazzini Fotografici, la competenza di queste otto giovani donne.

Considerazioni curatoriali, Roberta Fuorvia

Who knows whats going on in the ladies parlour!  è un invito a curiosare in una stanza.
Who knows whats going on in the ladies parlour!  è l’esigenza di raccontare esperienze vissute prima da altri, e rivissute , consumate ed interiorizzate ancora una volta da noi, tanto da diventare altro assumendo nuove forme.
Questa mostra diventa, dunque, il segno tangibile di un viaggio, Transiberian Express, con le fotografie istantanee di Erica Belli. Una centrifuga di sentimenti, umori, ambientazioni fascinose nei vagoni di un treno, una sorta di non luogo dove apparentemente surrealismo e realtà si mescolano.
Odori, sapori e sensazioni di notti e giorni che si confondono in un paesaggio invernale ed innevato e scrutabile unicamente da un finestrino.
E’ un cammino da intraprendere da soli in una zona desertica nei pressi di un confine, non importa quale; una stazione di servizio dove cercare “riparo” e trovare conforto,  un biglietto in tasca stropicciato con qualche appunto preso frettolosamente e mal scritto, una terra, preferibilmente gialla, calda e fumosa. Ed ecco che in un attimo le fotografie dei paesaggi (irr)reali di Giulia Agostini diventano, nel mio immaginario, Paris, Texas di Wim Wenders.
Lontani dagli occhi dei superstiziosi, dagli ignoranti e dal sole sono, invece, gli africani affetti da albinismo in un toccante ed affascinante reportage in bianco e nero di Valeria Gradizzi che con intelligenza ed estrema delicatezza racconta una storia sconosciuta e senza voce.
Da qui il legame con il significato visivo della parola alienazione che, invece, per Claudia Iacomino è l’ordinario nei limiti della propria casa, la figura umana che si rapporta con gli oggetti.
Il risultato è una divertentissima serie dal titolo Una vita da pianta.
Un excursus, poi, su alcuni degli avvenimenti che hanno colpito o che colpiscono ancora oggi il nostro Paese con un’insolita interpretazione degli incendi estivi in Sardegna attraverso la visione di Francesca Pili e delle sue manipolazioni fotografiche.
Tra gli eventi che nell’ultimo decennio hanno scosso l’Italia, ricordiamo il terremoto a l’Aquila con il lavoro Sine qua non di Serena Vittorini che, attraverso un bianco estremamente candido dei suoi inusuali still life, ci racconta (e ci ricorda) il terremoto attraverso la vita ferma di alcuni oggetti ritrovati in giro per la città, suo luogo natio.
Il viaggio si chiude con un percorso intimistico della fotografa Antonia Messineo e del rapporto speciale che ha con la sua nonna materna, legame affettivo tra due generazioni costruito attraverso i racconti e le memorie di una donna di famiglia.