20.12.53-10.08.04 (mamma alla finestra) 12x18 cm

A partire dal 24 settembre 2021 prende il via una nuova ricca stagione di eventi ed attività legate alla promozione della fotografia nell’APS Magazzini Fotografici.

Il  tema scelto questa prossima stagione è l’intimità, argomento che lascia volutamente spazio alle interpretazioni, con il preciso intento di portare nella programmazione, attraverso la personale lettura fotografica di autori noti ed esordienti, la complessità delle relazioni più profonde, siano esse tra esseri umani, tra uomo e natura, tra uomo e ambiente.

unnamed (1.1)Ad inaugurare la stagione è il viaggio emotivo nelle relazioni tra genitori e figli, più precisamente tra madre e figlia, offerto dalla delicata chiave di lettura di Moira Ricci. L’autrice nel progetto 20.12.53 – 10.08.04 crea una collisione temporale tra presente e passato, collocandosi con delicati interventi digitali nelle vecchie fotografie di famiglia, sulle tracce del legame profondo e viscerale con la propria madre, prematuramente scomparsa, le cui date di nascita e morte danno il titolo alla serie.

Un lavoro di recupero e memoria, lungo dieci anni e concluso nel 2014, che inizia subito dopo la scomparsa della madre, nel tentativo di ritrovare, attraverso il ricordo, del tempo da trascorrere insieme: “Avevo un bisogno insopportabile di vederla viva, di poterla riavere e di recuperare il tempo che ho passato senza di lei. Le fotografie in cui era presente mia madre mi sembravano l’unica realtà in cui volevo essere o l’unica possibilità che avevo di entrarvi per un breve momento”.

L’artista rielabora digitalmente foto intime e familiari ritrovate in vecchi album, inserendo la sua figura accanto aunnamed quella della madre, cui rivolge sempre lo sguardo, pur rimanendo esterna al contesto. La incontra così virtualmente, in diversi momenti della sua vita e prima della sua improvvisa scomparsa, eludendo in questo modo ogni distanza temporale.
Ad ogni immagine rielaborata dall’artista corrisponde un’analisi attenta del luogo e dello spazio, che tiene in considerazione la luce, le altre persone e la posizione da occupare all’interno di ogni fotografia. Per entrare in questi ricordi, Moira Ricci, trasforma la sua immagine vestendo abiti, suoi e di sua madre, in linea con l’epoca della foto, nel tentativo di entrare con rispetto e delicatezza nei contesti e nelle ambientazioni originali.

Moira Ricci (Italia, 1977) vive e lavora in Italia. La sua ricerca artistica è principalmente incentrata sul riferimento autobiografico. Ad interessarle sono tematiche legate alla formazione delle identità individuali e sociali, alla storia familiare, al concetto di casa e terra e allo speciale legame umano che si instaura con questi. A tal fine sfrutta gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per rafforzare il suo personale discorso sull’immagine  popolare. Per raccontare eventi personali e storie, sceglie un approccio olistico in grado di offrirle una visione completa e non discontinua sulla totalità dei ricordi e dei frammenti presenti nella memoria.

L’immagine, diversamente dalle parole, è fin dalla sua infanzia lo strumento con cui riesce più facilmente ad esprimere opinioni e punti di vista. Un linguaggio semplice ed immediato di cui predilige la fotografia e il video.

I suoi lavori sono stati esposti in importanti musei di tutto il mondo. Tra le sue mostre in Italia e all’estero ricordiamo: Marubi National Museum of Photography, Shkodër, Albania (2018); Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia (2016); La Triennale, Milano, Italia (2016); Istituto Italiano di Cultura, Londra, Inghilterra (2016); Song Eun Art Space, Seoul, Corea del Sud (2014); Futura Center for Contemporary Art, Praga, Česko-Slovensko (2012); Centro Culturale Montehermoso Kulturunea, Vitoria-Gasteiz, Espana (2011); Le Festival D’Arts Visuels Images, Vevey, Suisse (2010); Musée des beaux-arts, Quimper, Francia (2010); Strozzina – Palazzo Strozzi, Firenze, Italia (2009); Fotografia Les Rencontres D’Arles, Arles, Francia (2009); Location1’s Gallery, New York (2008).